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Trani e la cava dei veleni, Amoruso (Pd): «Troppi ritardi, serve un robusto piano d'intervento congiunto»

Quali sono le aree interessate dai roghi abusivi e che tipo di rifiuti sono oggetto di questa combustione? Quali sono le iniziative messe in atto da Prefettura, Provincia, Arpa e Vigili del Fuoco per porre immediatamente fine a questi roghi? Quali sono i danni per la salute pubblica conseguenti a questi roghi? Quali sono le azioni messe in atto dalle Forze dell´Ordine per prevenire e contrastare le azioni criminali nel campo dei reati ambientali? Sono le domande che il Pd di Trani rivolge al Prefetto della Bat, dott.ssa Clara Minerva, sottolineando che “la cittadinanza è estremamente preoccupata per le gravi conseguenze che la situazione può causare in termini di danni ambientali e alla salute pubblica”.

Quesiti per i quali si attendono risposte, sottolineando che “quello che sta accadendo sul nostro territorio comunale in questi giorni – sottolinea in una nota il segretario Nicola Amoruso -manifesta per l'ennesima volta la superficialità con cui si affrontano i problemi”.

Infatti, continua Amoruso “pare che la strategia di intervento, da chi ideata non si sa, sia quella di coprire i rifiuti con terreno inerte, per poi provvedere successivamente, probabilmente e non si sa quando, alla relativa  rimozione. Pare anche che il Comune di Trani, da svariati giorni, sia alla ricerca di qualche mezzo meccanico per poter adempiere a tale intervento di copertura dei rifiuti tossici. Insomma, notizie frammentarie ed informali, e senza doverose ed opportune comunicazioni ufficiali da parte delle autorità preposte”.

Per il segretario del Pd la situazione critica è “del tutto simile a quella dell'emergenza ambientale che si verificò per le condizioni della discarica comunale nel febbraio 2014, quando venne effettuato sopralluogo da parte della Provincia Bat e, nei mesi successivi, anche l'amministrazione comunale non pose in essere alcuna attività per tutelare la salute pubblica”.   

Il confronto con i giorni nostri: “Non sono in corso iniziative per la tutela della salute pubblica: non si ha conoscenza se sia noto il proprietario della cava;  non si conosce se sia stata emessa ordinanza nei confronti dello stesso; non si conosce se siano stati individuati pozzi irrigui a valle della discarica abusiva nella cava, per verificare eventuale grado di inquinamento delle falde (indagine che ritengo essenziale!); non si sa se sia stato convocato dal commissario prefettizio il nucleo di Protezione Civile perché affronti il problema per mezzo delle competenze di tutti i rappresentanti delle amministrazioni che devono tutelare il territorio; non si comprende perché non si attinga all'elenco dei beni mobili siti sul territorio, allegato al carente Piano di Protezione Civile, per intervenire per la copertura dei rifiuti”.

Secondo il Pd di Trani, dunque “l'impressione è che si stiano ripetendo le inefficienze, le superficialità e le presunte omissioni della precedente amministrazione. Speriamo di essere smentiti, e che tutti questi dubbi siano frutto solo di mancata informazione, ma se così non fosse chiediamo che si intervenga con somma urgenza ed in maniera definitivamente risolutiva. Siamo stanchi di amministratori che si limitino a nascondere la "polvere sotto il tappeto" (in questo caso, pressocchè letteralmente)”.

La lettera con i quesiti in attesa di risposta è stata inviata per conoscenza anche al Commissario straordinario Maria Rita Iaculli, al presidente della provincia Bat Francesco Spina, e ai vertici della Polizia Municipale di Trani, dell’Arpa Puglia e del Noe dei Carabinieri, invitando tutti ad “intervenire in maniera perentoria ed effettuare dei controlli urgenti”.

(fonte, La Gazzezza del mezzogiorno)

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