ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Trani e la cava dei veleni, dal Comitato bene comune spunti per il prossimo sindaco. Ricordando le parole del boss

«Sembravano un lontano ricordo e, invece, sono tornate drammaticamente d'attualità: le cave di Trani usate come discariche per ogni tipo di rifiuti, compresi quelli tossici.

I fumi che continuano a svilupparsi da una cava di contrada Casa Rossa hanno fatto ripiombare la città nella paura, come se non bastassero i problemi legati alla discarica comunale per RSU sequestrata a gennaio scorso.

La verità è che la nostra campagna è un'enorme gruviera, perché costellata di cave abbandonate dopo anni di attività. Il settore lapideo ha contribuito in passato allo sviluppo economico di Trani, ma ha lasciato pericolosi strascichi di cui iniziamo a subire le conseguenze: oltre allo scempio ambientale si aggiunge anche il danno arrecato alla salute. Ai candidati sindaco chiediamo che prendano un impegno preciso e concreto con i cittadini per risolvere il problema ed evitare che possa riproporsi, sottoscrivendo una lettera d’intenti nella quale indichiamo quelle che, a nostro parere, sono le maggiori criticità.

1) Censimento delle cave - Se ne parla da decenni, ma al momento il Comune di Trani ufficialmente non è in grado di comunicare il numero di cave legalmente autorizzate (in attività o dismesse), tantomeno di quelle abusive (il cui numero sarebbe addirittura ben superiore a quello delle attività legali). Il sindaco Carlo Avantario nel corso del suo mandato emanò un’ordinanza (n. 233 del 06/11/02) in cui decretava l’istituzione dell’anagrafe comunale delle cave e una serie di prescrizioni a carico di proprietari di cave dismesse, ma al momento questo provvedimento giace abbandonato in qualche cassetto del Comune. Sarebbe utile mappare l’intera superficie dell'agro tranese tramite fotogrammetria aerea, da ripetersi a cadenza annuale, per registrare lo stato reale del territorio e valutarne le evoluzioni nel corso del tempo.

2) Valutazione e prevenzione dei rischi connessi - Un adeguato ed esauriente censimento delle cave permetterebbe di risalire ai proprietari imponendo
l’obbligo di perimetrare l’area per bloccare gli accessi abusivi alla cava ed evitare, quindi, sversamenti di cui sarebbero oggettivamente responsabili.
Andrebbe avviata al più presto una capillare operazione di controllo da parte della polizia locale di tutte le cave - sia abusive che regolari - magari congiuntamente all’Ufficio Minerario Regionale, organo amministrativo preposto al rilascio delle autorizzazioni ed al controllo dell’attività estrattiva e delle prescrizioni normative. Tale sinergia permetterebbe di scongiurare gravi scempi ambientali come l’estrazione di materiali lapidei sotto il livello della falda idrica (zona Ponte Lama), la formazione di
fronti rocciosi di elevata altezza ed instabili, l’interramento di materiali contaminanti di provenienza illegale, ecc.

3) La reale conformità alla normativa vigente e al PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive) che regolamenta la coltivazione nelle cave autorizzate ed impone la redazione dei Piani dei Bacini Estrattivi Il PRAE insieme alla legge regionale n. 37 del 22/05/85 obbliga i titolati di cave dichiarate autorizzate ed esaurite a provvedere al loro corretto recupero. Per le cave abusive ricettacolo di dubbie sostanze, invece, dopo il censimento e la ricognizione geografica si dovrebbe procedere all’esecuzione di
carotaggi per capire con cosa siano state colmate e valutare i possibili rischi.
Segnaliamo che la Regione Puglia ha in più fasi, contribuito economicamente ad interventi per il recupero ambientale delle cave (ad esempio con il progetto “Il mondo che vorrei”) e il 20/01/15 ha approvato una legge per la “Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale”, che favorirebbe la trasformazione di una ex cava in una risorsa turistica e ne preserverebbe la memoria storica.

E’ proprio vero che “tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”, come scriveva Primo Levi. Ed è bene ricordare che il collaboratore di giustizia Salvatore Annacondia ha ammesso di aver smaltito rifiuti tossici proprio nelle cave abbandonate, poco più di 20 anni fa. Ma solo ora ce ne siamo accorti».

Comitato Bene Comune - Trani
Luca Carrabba
Maria Teresa De Vito

Nda - A corredo dell'articolo due foto tratte da Google Maps, una risalente al 2010, l'altra al 2013


Notizie del giorno

Ecoerre, forse è finita davvero: improcedibile l'appello al Consiglio di Stato Inchiesta «Tesori d'oriente», dissequestrato il Due M Provincia Bat, oltre 8,2 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti Trani a Foggia per difendere il primato, Moscelli: «Ci aspetta una partita maschia» È in edicola il nuovo numero del Giornale di Trani: «Sul filo del rasoio» «Tuttocalcio» 43, da questo fine settimana con il Giornale di Trani Nick The Nightfly in concerto: questa sera al Beltrani Giornata cultura ebraica, oggi aperture straordinarie del museo Sant'Anna «La poesia è un'oasi», oggi a Villa Guastamacchia la finale del concorso «Il diavolo e l'acquasanta», Carlo A. Martigli oggi allo Sporting Nuoto in mare aperto, stamani il Memorial Boccianti-Carone Festa della scuola Rotary, formazione in biblioteca e martedì l'evento al Moro Decennale morte Pannella, martedì prossimo visite nelle carceri e convegno in biblioteca Terza età, martedì e mercoledì Open day di Unitre al Beltrani Torna il Tranifilmfestival: prima tappa, Bari fino al 9 settembre Dialoghi di Trani, dall'11 settembre un quarto di secolo di nuove sfide. Il programma Calcio tranese di nuovo in lutto: addio a Luciano Tonin Carceri di Trani, Bruna Piarulli ne torna direttrice Negozi di vicinato in picchiata nella Bat, Confesercenti chiede firme per legge che li aiuti Ex pezzi di Lega al governo di Trani, Cdx accusa Galiano: «Subisce imposizioni altrui» Invalsi, De Amicis oltre media nazionale in italiano, matematica e inglese