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Trani e la cava dei veleni, Capristo annuncia «inchiesta scrupolosa». Oggi, tavolo dal Prefetto e, nelle prossime ore i dati di Arpa sull'aria. Aumenta la spianata, si riduce il fumo

La Procura della Repubblica di Trani dovrebbe avere già aperto un fascicolo in merito alla cava di contrada Casa rossa, nella quale da tempo sembra si smaltiscano rifiuti di natura non meglio precisata e, probabilmente, pericolosa, da diversi giorni oggetto di un incendio senza sosta che diffonde nell'aria (soprattutto di notte) esalazioni maleodoranti, e probabilmente nocive, che si spingono fino in città.

Lo ha fatto comprendere il procuratore, Carlo Maria Capristo, a margine della conferenza stampa di ieri mattina intorno allo scandalo di Casa Divina Provvidenza: «Quanto sta accadendo nell’agro di Trani – s’è limitato ad affermare il capo dell’Ufficio - sarà oggetto di nostre precise attenzioni. Non lasceremo nulla al caso, nell’interesse della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Saremo scrupolosi nella ricerca delle responsabilità».

Concorso in disastro ambientale potrebbe essere soltanto una delle ipotesi sulle quali la Procura dovrebbe indirizzare le indagini, probabilmente affidate ad un pool di forze dell’ordine coordinato dai carabinieri del Noe.

Nel frattempo, anche ieri sono proseguiti lavori di spianamento della zona di terreno attigua al grande buco fumante. La pala meccanica inviata dal Comune di Trani ha allargato l’area e formato dei cumuli di sassi e terra da riporto pronti ad essere riversati all'interno della cava per soffocare ulteriormente il fumo.

Ieri mattina si sono apprezzati meglio i risultati dei lavori in corso: il fumo era di minore consistenza e le esalazioni si sono ridotte, benché fossero in ogni caso ancora più che percepibili. La situazione potrebbe apparire maggiormente sotto controllo, ma, fino a quando il fumo continuerà a sollevarsi dalle pareti della cava, nonché nell’assenza di copiose precipitazioni che, a loro volta attenuino la morsa del fuoco che cova sotto le pareti, nessuno potrà ritenersi tranquillo.

Intanto, si attendono i dati circa la qualità dell'aria nella zona della cava fumante. A quanto si è appreso, i tecnici dell'Arpa hanno già effettuato i monitoraggi, i cui risultati si potrebbero già a conoscere nelle prossime ore, probabilmente all'esito di un tavolo tecnico in Prefettura al quale dovrebbero partecipare anche gli altri soggetti istituzionali chiamati in causa in un lavoro che si può definire, ormai, pienamente sinergico: oltre l’Arpa dovrebbero essere in campo anche Asl Bt, Polizia provinciale, carabinieri del Noe e naturalmente, come già documentato e riferito sin dal primo giorno, Polizia locale e Vigili del fuoco.

Il prefetto, Clara Minerva, sembra abbia anche in animo di convocare una conferenza stampa nel momento in cui avrà i primi dati certi in merito alla cava dei veleni ed al sacrosanto diritto dei cittadini di conoscere se, ed in quale misura, la qualità della vita sia tutelata. Probabilmente, anche grazie alla discesa in campo della magistratura, a breve il cerchio dovrebbe cominciare a chiudersi con le prime risposte e attribuzioni di responsabilità.

Nel frattempo, sui social network, un cittadino ha diffuso le foto satellitari a confronto dello stesso luogo nel 2010 e nel 2013: inquietante il peggioramento della cava nel corso di quei tre anni, ed oggi la situazione, evidentemente, deve ritenersi sensibilmente peggiorata.


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