Continua la rassegna letteraria Scrittori nel Tempo, a cura di Vito Santoro e Alessandro Aruta, presso il caffè letterario del centro storico di Trani. In questo primo appuntamento di giugno, lo scrittore, regista, attore e – in un certo senso - "personaggio" Claudio Morici presenta il suo ultimo lavoro “Confessioni di uno spammer”.
Morici sfrutta abilemente il suo passato da copywriter per il web, intuendo il potenziale che la parola ha anche per lo spam e le azioni che potrebbero conseguirne. La laurea in psicologia, i sei anni vissuti all'estero e la venerazione per Hubert Selby Jr. sono elementi che donano all'autore uno stile inusuale per il panorama letterario nostrano – basti pensare al suo penultimo romanzo “L'uomo d'argento”, raro esempio di distopia italiana.
“Confessioni di uno spammer” è la storia di un ragazzo italiano come tanti, trasferitosi a Londra, dove truffa la gente per conto di una fantomatica agenzia di comunicazione. Un giorno si pente, ruba l'intero indirizzario e spedisce un messaggio di scuse a 16 milioni di persone. Alcuni ammiratori lo invitano a raccontare la sua storia ed è quel che il ragazzo fa, attraverso 80 email.
È il ritratto di una generazione che ha inevitabilmente bisogno di punti di riferimento, una generazione che fugge per qualcosa di migliore ma incerto. “Tutti alla ricerca di una Londra che non esiste”, scrive il protagonista in una della tante email.
L'autore elimina l'emotività, ponendo una distanza calviniana tra sé e il romanzo. La visione distaccata rende il suo lavoro una metafora della grande letteratura: uno spam, una simulazione della vita che cerca un pubblico sempre più ampio.
Sul finale, l'atmosfera intima della libreria Luna di Sabbia ha permesso a Claudio Morici di allietare il pubblico con uno dei suoi proverbiali reading (“Uno scrittore oggi...”) e far chiarezza sul particolare rapporto con il parlato che indubbiamente lo caratterizza, poiché: «La parola è più di un pensiero, è quasi un'azione minimale».
Silva Cascone


