Una montagna di immondizia sotterrata abusivamente, per anni, nella cava abbandonata. Una prima stima farebbe ritenere che siamo in presenza di almeno 25mila metri cubi di rifiuti stoccati nel sito di contrada Profico, che proprio ieri, intorno alle 13, ha smesso finalmente di fumare grazie all’incessante lavoro di sbancamento di terra da parte di due pale meccaniche.
Il luogo si è completamente trasformato rispetto a come era stato scoperto cinque giorni prima dai cronisti e proprio l'attività incessante delle ruspe, se da un lato ha soffocato i fumi, dall'altro ha fatto emergere l’abbancamento di rifiuti solidi urbani, probabilmente pure di recente conferimento.
In realtà, anche secondo le testimonianze raccolte nei giorni scorsi, e che sembrano trovare conforto presso istituzioni e forze dell'ordine, già suo tempo informate, in quel luogo potrebbe esserci stato un autentico via vai di camion, almeno a partire dal 2010. Pertanto, si può ipotizzare che in quella cava si siano smaltiti illecitamente almeno 5000 metri cubi l'anno di rifiuti, sfuggiti ad ogni controllo, e conferendo i quali si sono anche eluse le spese per il loro corretto conferimento agli impianti autorizzati.
A questo punto, la parola passa soprattutto alle forze dell'ordine ed a coloro che dovranno indagare circa la provenienza del materiale conferito in discarica. Compito arduo, ma non impossibile perché, ispezionando fra rifiuti solidi urbani, generalmente, possono emergere numerosi indizi utili a stringere il cerchio in una direzione piuttosto che in un'altra: scontrini, etichette e tanto altro materiale di cui sarebbe possibile, in qualche modo, effettuare una tracciatura.
L'area sbancata dalle pale, in questi giorni, s’è estesa sempre più: sembrerebbe più grande di un campo di calcio e, quindi, si può ritenere che siamo fra i 7mila ed i 10mila metri quadrati. La terra appare molto morbida e, da quella a bordo cava, anche a mezzi fermi, ieri si staccavano autonomamente detriti: non si può escludere che quella grande spianata, a sua volta, sia la superficie di un ulteriore abbancamento di rifiuti, circostanza che farebbe aumentare il volume di quanto illecitamente conferito.




