Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, da ormai quindici anni, il 20 giugno si celebra la giornata mondiale dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Dal 1951, infatti, il diritto d’asilo è considerato un diritto umano fondamentale dalle Convenzioni Internazionali e dalla Costituzione Italiana.
«Quest’anno però, il tema è più che mai al centro del dibattito politico; purtroppo il connubio tra “politici” leghisti, mass media e becero populismo da social network ha indotto una reazione a catena di paura, insicurezza e razzismo che si autoalimenta e fomenta il popolo già esasperato dalla condizione economica e politica nazionale. Si stima che dall’inizio del 2014 ad oggi, all’incirca 5365 persone sono annegate nel Mar Mediterraneo mentre scappavano da morte certa; questi numeri, cosi come le immagini dei barconi sovraccarichi, non ci toccano più; ci siamo assuefatti alla morte dei migranti, osserviamo i loro “corpi a galla” e come nulla fosse cambiamo canale». Lo scrivono i ragazzi del circolo (H)Astarci di Trani.
«Non ci fermiamo mai a pensare cosa voglia dire dover lasciare tutto (casa, amici, affetti), prendere pochi stracci e affrontare una traversata per la sopravvivenza. E tutto questo perché? Solo perché si è nati nel Paese sbagliato! Il vero problema sta nella totale mancanza di una programmazione transnazionale-comunitaria slegata da ogni logica egoistica che possa garantire i diritti fondamentali dei migranti e la civile convivenza con le popolazioni delle nazioni ospitanti».
Nella Giornata mondiale del rifugiato, il Circolo Arci di Trani “(H)astarci” vuole aprire una riflessione comune sul destino di questi uomini, donne e bambini e auspica una presa di coscienza da parte dei cittadini e della classe politica.
