«Anche la Regione Puglia lo ammette con onestà intellettuale che le riconosciamo: Trani ha dato tanto, anche troppo, per risolvere le emergenze altrui e, adesso che è lei in emergenza, ha bisogno di una mano». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, alla vigilia dell’incontro di stamani, presso gli uffici dell’Assessorato pugliese all’ambiente, intorno alla questione della discarica comunale.
Come già anticipato domenica, il progetto di Bottaro è «riaprire l'impianto il più presto possibile limitatamente al terzo lotto, mentre il primo e secondo saranno chiusi. Nella parte di discarica che si vuole fare tornare in attività conferiranno, però, soltanto i comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani. La Regione Puglia, dopo averci dato una mano fondamentale nel risolvere la nostra emergenza di venerdì scorso a Foggia, crediamo che, con altrettanta obiettività, saprà valutare quanto si è fatto da settembre ad oggi per migliorare la sicurezza della nostra discarica. Se il progetto complessivo sarà valido – conclude Bottaro – per la riapertura della nostra discarica penso saremo sulla buona strada».
L’impianto, come si ricorderà, è fermo dallo scorso 4 settembre per rottura di parte della parte di contenimento e possibile, conseguente dispersione di percolato in falda. Successivamente, il 15 gennaio, il sito è stato oggetto di un sequestro penale della Procura di Trani, per questo ed altri profili, per i quali sedici persone sono iscritte a vario titolo nel registro degli indagati.
Ebbene, da alcune settimane la discarica s’è dotata di tre pozzi di emungimento del percolato in più, con relativo relativo sistema di pompaggio, gestione e telecontrollo.
L’escavazione del piano rifiuto è avvenuta fino ad una quota di 23 metri. A seguito di ogni singola perforazione, del diametro di 1.200 millimetri, è stato effettuato l’infilaggio dei tronchi di tubo fessurato, del diametro di 800 millimetri, fino al raggiungimento della lunghezza di progetto, pari a circa 24 metri. A seguito dell’infilaggio è stato poi realizzato l’inghiaiamento, attraverso il posizionamento di ghiaia di pezzatura, ritenuta idonea, ed il successivo strato terminale in argilla, fino al raggiungimento della quota rifiuto. La parte fuori terra delle tubazioni, mediamente sporgente di 70 centimetri è stata chiusa in maniera solida in attesa del successivo posizionamento di coperchi dotati di alloggio per tubi di pompaggio e cablaggi elettroidraulici. Il materiale residuo dell’operazione di perforazione è stato posizionato in adiacenza ai punti di scavo e cosparso di stabilizzato di cava: tale materiale risulta attualmente ordinato lateralmente ai pozzi di nuova realizzazione, ed è stato coperto per contenere le emissioni maleodoranti. Proprio ieri sono terminati i collaudi, e le relazioni tecniche complete faranno parte della copiosa documentazione che l’amministratore unico Alessandro Guadagnuolo, insieme con il sindaco, porteranno all’attenzione del dirigente regionale al ramo, Antonello Antonicelli.
Sempre secondo le ultime rilevazioni, che però risalgono a metà maggio, i valori dei metalli e fonti inquinanti nel percolato sono regolari in tutti i pozzi al servizio ed adiacenti alla discarica, con l'eccezione del solo pozzo P6v, quello più vicino alla zona in cui si è verificato l'incidente alla base della chiusura dell’impianto.
