Questa volta non sarà un impegno generico sottoscritto sulla carta. Infatti, è ancora vasta l’eco dell'emergenza dei giorni scorsi, relativa alla cava fumante di contrada Profico, dalla quale, per molte notti consecutive, si sono diffuse verso la città esalazioni maleodoranti che hanno determinato una mobilitazione generale e condotto volontari ad individuare il luogo, denunciarne la presenza alle forze dell'ordine e favorire un intervento progressivo di soffocamento del fuoco attraverso lo sbancamento di terra per opera di pale meccaniche.
Spento il rogo, però, restano tutti i segreti che quella cava nasconde. Infatti, nell'attesa di conoscere dall’Arpa i dati più importanti relativi al presunto inquinamento dell’aria, relativi a diossine e idrocarburi policiclici aromatici, c'è da capire se i rifiuti scaricati illecitamente, forse per anni, in quel buco abbiano contaminato, e quanto la falda acquifera. Peraltro, non c'è soltanto quella cava, fortunatamente individuata attraverso un incidente non previsto come un incendio, che desta preoccupazioni: infatti, il timore è che ve ne siano altre che, allo stesso modo, da tempo si siano prestate, attraverso la compiacenza di proprietari ed e altri soggetti a vario titolo, allo smaltimento illecito di rifiuti e sostanze.
Per questo motivo, ieri, il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal Prefetto di Barletta Andria Trani, Clara Minerva, è partito proprio dandosi delle priorità in merito al monitoraggio delle cave dismesse. È stata la prima occasione in cui il neo sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, ha messo piede in Prefettura e, dopo i saluti di rito con il rappresentanti del Governo, si è subito seduto ad un tavolo che il primo cittadino ha definito “molto operativo”: «Ho chiesto già a tutte le forze dell'ordine, ed in questo senso il Prefetto mi ha dato una grandissima mano, di conoscere in tempi brevi quali siano tutte le cave presenti sul territorio, a cominciare da quelle dismesse già oggetto di azioni giudiziarie per il presunto smaltimento illecito di rifiuti. Bisogna intervenire con celerità – afferma Bottaro - per mettere in sicurezza questi siti e, successivamente, bonifica. Quello che è successo con la cava di contrada Profico, di certo, non deve più ripetersi e, da questo momento in poi, la nostra azione non deve essere di tamponamento dell'emergenza, ma prevenzione di nuove».
Alla riunione hanno preso parte, oltre il Prefetto, il presidente della Bat, il Questore di Bari, rappresentanti della Procura di Trani, esponenti dei comandi provinciali di Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato e Vigili del fuoco, direttori e/o funzionari di Arpa, ed Asl Bt, i sindaci di Trani, Andria e Minervino, vale a dire i comuni in cui ricade il maggior numero di cave.


