Il Tar del Lazio, con sentenza dello scorso 13 giugno, ha dichiarato l’illegittimità di due articoli del regolamento ministeriale sull’elezione per il rinnovo dei consigli degli ordini forensi.
In particolare, i giudici hanno contestato le parti che: a) consentono a ciascun elettore di esprimere un numero di preferenze pari al numero dei candidati da eleggere; b) consentono la presentazione di liste che contengano un numero di candidati pari a quello dei consiglieri complessivamente da eleggere; c) prevedono che le schede elettorali contengano un numero di righe pari a quello dei componenti complessivi del consiglio da eleggere.
Secondo il Collegio, invece (giacché lo stesso regolamento, in altri passaggi, assicura l'equilibrio di genere e stabilisce che ciascun elettore può esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere), questi obiettivi sarebbero stati assicurati se il regolamento avesse limitato a non più di due terzi il numero di voti che ciascun elettore poteva esprimere e se avesse individuato, all'interno di quella frazione, una soglia minima di voti da destinare al genere meno rappresentato, consentendo la espressione dei due terzi delle preferenze solo se rispettato il rapporto di genere.
A questo punto, gli avvocati avrebbero due strade: attendere l'esito dell'eventuale appello; rimettere in moto la macchina elettorale.
Ciononostante, almeno al Foro di Trani, le idee appaiono già chiare: tutelare il Consiglio dell’ordine recentemente insediatosi, alla cui presidente è stato eletto il penalista Tullio Bertolino. L’Associazione avvocati di Trani, in particolare, fa notare che «la suddetta sentenza non ha ancora la natura di cosa giudicata; il Ministero della giustizia non ha ancora assunto determinazioni; le eventuali dimissioni dell'intero Consiglio dell'ordine di Trani comporterebbero il commissariamento dello stesso, con gravi ripercussioni sull'intero Foro».
Pertanto, a nome dei colleghi, il presidente dell’associazione forense, Marianna Catino «esprime piena ed incondizionata fiducia nell'operato del presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Trani e di tutti i consiglieri, con la consapevolezza che l'operato e le scelte che il Consiglio dell'ordine intraprenderà saranno espressione di capacità giuridica, decoro e dignità che hanno sempre contraddistinto presidente e consiglieri».



