Non siamo più in presenza dell’emergenza rifiuti della scorsa settimana, ma quello che accade sulla strada provinciale per Andria, al chilometro 1,250, appare quanto meno anomalo, oltre che allarmante.
Infatti, da oltre un mese, dopo la rimozione dell'unico cassonetto (foto di repertorio) a disposizione delle aziende di quel luogo, i rifiuti vengono depositati nell'area esterna alle stesse, addirittura fra gli stalli del parcheggio riservato ai veicoli, in quantità sempre più copiosa e, soprattutto più nessuno che passi per raccoglierli: di fatto, si è formata una discarica a cielo aperto, con buste che si accumulano l'una sull'altra, in una situazione che, ormai, si può definire a rischio anche dal punto di vista igienico ed ambientale.
Vane, finora, le proteste delle aziende presso Amiu e Polizia locale. La denuncia riguarda, in particolare il comportamento di coloro che, addirittura, si recherebbero scientificamente lì con la spazzatura in auto: fermata, conferimento e via.
Non sarebbe da escludere che la zona, come accade per via Duchessa d’Andria e Boccadoro, altre tradizionali discariche a cielo aperto, non sia coperta dal contratto di servizio con l’Amiu, che, pertanto, ritirerebbe i rifiuti solo occasionalmente. «Eppure - fa sapere uno degli imprenditori di quel complesso di capannoni -, noi paghiamo oltre 3000 euro di tassa dei rifiuti e, in cambio, riceviamo questo tipo di servizio».
E, per la verità, il colpo d’occhio, anche per gli stessi clienti e rappresentanti di altre aziende in visita a Trani, non è certo dei più rassicuranti e, in questo modo, finisce per penalizzare, ingiustamente, proprio le stesse aziende: pagherebbero un servizio parziale e, inoltre, ne riceverebbero in cambio anche un danno d’immagine.




