La Corte dei conti era stata molto severa nei confronti del Comune di Trani, parlando di gravi irregolarità nelle procedure di riconoscimento intraprese dall'ente negli esercizi successivi al 2011: su queste il commissario aveva trasmesso alla Corte dei conti un dettagliato elenco di debiti fuori bilancio, riconosciuti nel 2013 e 2014, pari a complessivi 2 milioni, dei quali 480mila riconducibili a sentenze e procedure esecutive notificate già nel 2011.
A questi, peraltro, si dovrebbero sommare anche debiti fuori bilancio, riconosciuti ai sensi del Testo unico per gli enti locali, pari a circa 200mila euro, per i quali tuttavia non è stato specificato quale sia l'anno in cui sono diventati esigibili.
«Tali criticità - scriveva la Corte dei conti - inducono a ritenere che l'assunzione posticipata di impegni correttamente imputabili, invece, alla competenza 2011, potrebbe palesare una manovra contabile elusiva del patto di stabilità, finalizzata al raggiungimento di un risultato della gestione meno negativo rispetto a quello realmente esistente nel bilancio del Comune di Trani al termine del 2011 (247mila euro, ndr)».
