Sette acque di balneazione monitorate nella provincia di Barletta-Andria-Trani, due delle quali, rispettivamente a Margherita di Savoia e Barletta, hanno mostrato valori di inquinamento definiti “fortemente critici”. Nella norma o, quanto meno, entro i limiti di legge gli altri prelievi effettuati.
Complessivamente, una situazione meno problematica rispetto agli anni passati, ma ugualmente da tenere sotto controllo, senza dimenticare le questioni aperte relative agli impianti di depurazione, molti dei quali tuttora presentano criticità che sono state affrontate ma non ancora risolte, tanto che ancora numerosi sono quelli sottoposti a misure cautelari dell’autorità giudiziaria.
Questo il quadro complessivo che Goletta verde ha trovato nella provincia di Barletta-Andria-Trani nel corso del suo percorso lungo l'intero litorale pugliese, cominciato l'altro ieri a Peschici e destinato a concludersi nei prossimi giorni in Salento. Ieri, a Bari, la conferenza stampa in cui sono stati presentati tutti i dati relativi ai rilevamenti effettuati, giacché i tecnici del Cigno verde hanno preceduto l’imbarcazione, operando nei giorni precedenti i loro campionamenti e, dunque, presentando i risultati delle analisi contemporaneamente alla discesa in Puglia della storica imbarcazione ecologista.
Sette i campionamenti eseguiti nella Bat, e, come dicevamo, due sono risultati “fortemente inquinati”: quello alla foce del fiume Ofanto, a Margherita di Savoia, ed alla foce del canale di ponente (lungomare Mennea) di Barletta. Entro i limiti gli inquinanti rilevati: a Barletta (spiaggia libera sul litorale di levante); sulla spiaggia in località Matinelle, a destra del molo, a Trani; sul lungomare Mauro Dell’Olio, in località Salsello, a Bisceglie; alla spiaggia riserva Torre di Calderina, sempre a Bisceglie. Inoltre, i tecnici di Legambiente hanno eseguito anche un prelievo in corrispondenza dello scarico presso la villa comunale di Trani, da sempre punto critico, ma, al momento del campionamento, era chiuso e non sono state riscontrate anomalie.
Questione depuratori. Dal monitoraggio effettuato dall’Arpa Puglia nel 2014 sulla conformità dei reflui in uscita sono stati riscontrati superamenti rispetto ai limiti tabellari per almeno per un parametro monitorato nei seguenti impianti della Bat: Andria; Barletta; Trani; Trinitapoli; Margherita di Savoia; San Ferdinando di Puglia. A fronte di queste criticità sono stati avviati interventi di potenziamento ed adeguamento a Bisceglie, Minervino Murge, Barletta, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia ed Andria.
Questi, invece, gli impianti ove è in corso un’attività dell’autorità giudiziaria: Andria e Trani (sottoposti a misure cautelari); Barletta; Bisceglie; Trinitapoli (sottoposti ad indagini). Tra i comuni che hanno concorso alla determinazione di procedure d’infrazione della Comunità europea ci sono Trinitapoli (che ha contribuito alla prima condanna dell’Italia), Andria, Canosa e San Ferdinando, che fanno riferimento ad un procedimento tuttora in corso.



