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Comunicazione e politica 2.0: il sindaco di Molfetta si è dimessa su Facebook. Ed il messaggio arriva, forte e chiaro, anche a Trani

Ufficio protocollo? Riapre lunedì. Un comunicato stampa? Quando arriverà sarà sempre ben gradito, ma già datato. Oggi, le dimissioni di un sindaco, se questi le matura il venerdì sera, arrivano su Facebook.

Il primo cittadino di Molfetta, Paola Natalicchio, ha comunicato sul social network, e non già attraverso canali istituzionali, la sua rinuncia anticipata al mandato che le avevano affidato i cittadini. E lo ha fatto con una nota pregna di significato, soprattutto con riferimento all’ormai consolidata incomunicabilità tra lei e parte della sua maggioranza, della quale non ha voluto sentirsi minimamente ostaggio.

Una scelta forte quella del primo cittadino molfettese che, peraltro, diventa un ammonimento anche nei confronti di chi, oggi, inizia un percorso analogo. Il riferimento, evidentemente, è anche e soprattutto a Trani, dove Amedeo Bottaro ha scelto una strada di quasi totale autonomia tra le sue scelte e quelle indicategli dalla maggioranza, di cui peraltro ha tenuto conto solo in minima parte.

A Trani siamo solo all'inizio del cammino, ma non si può negare che, per molti aspetti, la Natalicchio di ieri sia sovrapponibile al Bottaro di oggi. Ecco perché il messaggio del sindaco dimissionario di Molfetta giunge forte e chiaro. E non fa niente che arrivi dal social network: vale lo stesso, e fa effetto ancora di più.

Di seguito, il testo che Paola Natalicchio ha rilasciato sul suo profilo di Facebook.

*** 

Non è un tradimento. Se l'ho fatto è proprio per non tradire il patto del 2013, messo in crisi da un Partito Democratico che dopo le dimissioni prima di un assessore e poi del presidente della commissione urbanistica ha dimostrato di volersi porre come elemento di destabilizzazione del nostro progetto. Mi spiace di aver deluso la parte di città che ha creduto in me e nel nostro gruppo di lavoro, ma eravamo ormai immersi in un clima politico irrespirabile, basato sulla costante delegittimazione del sindaco e della giunta. Ho amato con ogni mia cellula questo lavoro di servizio alla città. Ho stravolto la mia vita per 25 mesi indimenticabili in cui ho vissuto solo in funzione del bene di Molfetta. Spero di aver lasciato un umile segno di impegno civico e di aver seminato un po' di speranza nella buona politica. Ho fatto argine finché ho potuto. Credetemi: finché ho potuto. Grazie a chi mi ha insegnato, in questi mesi, a conoscere ed amare questa straordinaria città. Non siate delusi da me: ci ho provato fino in fondo. 

Paola Natalicchio

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La legge concede a Paola Natalicchio venti giorni per tornare sui suoi passi e revocare le dimissioni. L’arena della politica confida in un ripensamento, ma ciò che è scritto pare saldamente inciso nella pietra. Tutto, tranne che virtuale. Per gli integralisti della comunicazione, un motivo in più per riflettere sul fatto che, piaccia o non piaccia, anche questo mondo è cambiato. Ed indietro non si torna.

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