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Analisi del mare a Trani, il geologo Bartucci: «Le vere criticità si stanno verificando adesso, ma Arpa, forse, ce lo dirà solo fra un mese»

Trani, 18 luglio 2015. Ci alziamo dopo una appiccicosa notte tormentata dal caldo afoso che sta rendendo l’aria irrespirabile. Rapida spiata alle notizie online e scopriamo che il mare dentro cui abbiamo sguazzato un mese fa, era pulito. Fantastico; tiriamo un sospiro di sollievo.

Grazie ARPA (Agenzia Regionale di Prevenzione e Protezione Ambientale) per averci rassicurato tempestivamente. Se avessimo scoperto che il mare di giugno era inquinato, col cavolo che a luglio andavamo a mare. Già, ma se la notizia fosse stata diversa come avremmo reagito? Tranquilli, saremo andati ugualmente al mare, ma avremmo borbottato ed inveito con i vicini di ombrellone molto più del solito.

Adesso andiamo alle brutte notizie. Statisticamente è normale che i parametri (Escherichia ed Enterococchi) a giugno siano nella norma. Infatti, per Trani, questo è un anno raro: i dati ARPA e quelli di Goletta Verde coincidono.

La Goletta quest’anno ha anticipato il campionamento per Trani a fine giugno ed i parametri sono quindi statisticamente nella norma. Gli anni passati il campionamento della Goletta avveniva a luglio inoltrato, ed i dati mostravano un persistente e forte inquinamento a largo della villa comunale (Lungomare Chiarelli). 

I dati scientifici evidenziano che quanto più le temperature delle acque marine salgono, tanto più probabile è facile che si formino fenomeni di schiume biancastre, alghe galleggianti di sostanze organiche di colore marroncino; alga tossica (Ostreopsis ovata); incremento di nutrienti (azoto e fosforo), ecc.
Statene certi, anche quest’anno nella seconda metà di luglio ed agosto assisteremo a molti di tali fenomeni a causa della concomitanza dei seguenti eventi chimico-fisici indotti dal comportamento masochistico di noi umani: incremento delle temperature delle acque marine, riduzione della circolazione marina causata dal persistente bel tempo (anticiclone nordafricano), incremento degli scarichi dai depuratori nelle località costiere dovute all’aumento del numero di abitanti.

Il Mediterraneo si sta surriscaldando molto più rapidamente del previsto. La temperatura media di 26 gradi che avrebbe sancito l’appartenenza alla categoria dei mari tropicali è stata già raggiunta. 

A tal proposito faccio il copia incolla da un link di ‘meteoweb’, che riporta: “Le boe della rete ondametrica dell’Ispra stamattina hanno misurato una temperatura dell’acqua di +24,6°C a Reggio Calabria, ma negli altri punti di rilevamento il mare è davvero bollente: +29,5°C a Ortona (Chieti), +29,4°C a Ginostra (Lipari), +28,5°C a Trieste, +28,4°C a Venezia, +28,2°C ad Imperia, +28,0°C a Bari, +27,8°C a Strombolicchio (Eolie), +27,7°C a Taranto e San Benedetto del Tronto, +27,4°C a Vieste (Foggia), +27,3°C a Crotone e Lampedusa, +27,2°C ad Otranto, +27,0°C a Palermo e Palinuro (Salerno), +26,9°C a Porto Torres (Sassari), +26,4°C a Livorno, +26,2°C a Napoli. E sono dati rilevati tra le 09:00 e le 10:00 di stamattina.

I rilevamenti di stasera nel tardo pomeriggio saranno ovunque di qualche grado più alti. Queste temperature, solitamente, si raggiungono a fine agosto o inizio settembre: ci sono tutte le condizioni perché quest’anomalia pazzesca a metà luglio, diventi una follia da record tra un mese. Intanto basterà poco, una debole perturbazione o anche qualche piccola infiltrazione d’aria fresca, per scatenare fenomeni di maltempo estremo a causa dei contrasti termici.

Eventi pericolosissimi, con grandinate e tornado, che potranno colpire l’Italia già negli ultimi giorni di questo mese di luglio, da domenica 26 – lunedì 27 in poi, quando secondo gli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo ci potrebbe essere un netto calo termico con fenomeni di maltempo diffusi in tutte le Regioni.”. E questo coincide perfettamente con il recente uragano che ha interessato Venezia e la foce del Brenta.

Qualcuno, ingenuamente, si chiederà, a chi attribuire la responsabilità di tutto questo? Risposta banale: a noi tutti, indistintamente. L’umanità intera, sommando gli scellerati comportamenti di ogni singolo individuo, è responsabile del riscaldamento globale dell’atmosfera, dei mutamenti climatici, del surriscaldamento dei mari, della tropicalizzazione del mediterraneo che provocherà quasi certamente uragani distruttivi sempre più frequenti.

Singolarmente siamo tutti masochisti. Amiamo inquinare, salvo poi lamentarci. Ognuno di noi è un piccolo ‘Tafazzi’ così come veniva straordinariamente rappresentato dai ‘masochisti’ di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Tuttavia, una puntualizzazione è doverosa. Non tutti i Tafazzi sono uguali. Ci sono Tafazzi particolarmente masochisti; quelli che quando arrivano ad occupare un posto di comando al Governo, incrementano i permessi di esplorazione ed estrazione degli idrocarburi nell’Adriatico ed in tutto il Mediterraneo. Permettono altre scelleratezze come gli incentivi economici alle centrali a carbone; l’autorizzazione della TAP (Trans Adriatic Pipeline) ed altre amenità del genere. Concludo, dicendo non tutti i Tafazzi sono uguali. Sì, è vero, ma cavolo, ma giusto a noi capitano sempre i più stro…

P.S. Ancora un po’ di pazienza: tra quattro settimane sarà tutto passato insieme all’estate e scopriremo che anche la schiuma in mare non ci interesserà più. Porremo il problema in stand-by per altri dieci mesi. 

Francesco Bartucci (geologo)


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