«Ci sono momenti in cui l’Italia ha bisogno di un’auto-illusione ed è disposta a non guardare dentro a se stessa, pur di continuare a illudersi. Attraversiamo spesso questi momenti nella nostra storia nazionale». Così Romano Prodi racconta le stagioni vissute da protagonista. Il ritratto di un Paese ricco di potenzialità, ma sempre tentato di fuggire dalle sue responsabilità, anche nelle classi dirigenti.
È stata «la strada scomoda» il cuore dell’Ulivo, il tentativo più ambizioso di dare forza al riformismo italiano, un’azione di governo, una visione complessiva, un popolo. Il seme della democrazia dei cittadini, perché per Prodi la crisi potrà essere superata solo con il pieno coinvolgimento della società. Una missione incompiuta, anzi, in attesa di compimento.
«Missione incompiuta è il titolo dell’opera che l’ex premier presenterà oggi, a Bari, ed in previsione di questo appuntamento, ieri, il «professore» è tornato ad ammirare, da turista, Trani.
Lo ha fatto, fra le altre cose, con una visita in cattedrale, guidata dal rettore don Nicola Maria Napolitano. Insieme con l’ex presidente del consiglio, fra gli altri, alcuni fondatori dell’Ulivo a Trani: Paolo Loporchio e Franco Cuna (in foto): Franco Caffarella. Poi, una passeggiata sul lungomare, concedendosi senza problemi alle foto che, di volta in volta, gli richiedevano di scattare i cittadini che lo riconoscevano.

