Tranese, dipendente di banca, da cinque anni vive a Treviso e, da sempre, coltiva la passione dell'alpinismo.
Ha affinato le sue tecniche progressivamente, partendo dalle cime cosiddette «più accessibili», le Dolomiti, che giudica «le pareti più facili da scalare, anche per neofiti». Poi, quando ha assunto la piena padronanza dei propri mezzi, ha trasferito le attenzioni sulle vette più importanti.
E ieri, per Angelo Nigretti, è arrivato il momento della consacrazione: ha toccato la Piramide Vincent, del massiccio del Monte Rosa, posta 4215 metri di altezza, insieme con altri undici alpinisti, di varie provenienze, con i quali ha formato quattro cordate di tre scalatori ciascuna. «Siamo usciti prestissimo, alle 5, dal rifugio Capanna Gnifetti, situato nel territorio di Gressoney-La-Trinité, a quota 3647 metri, ed abbiamo raggiunto la vetta prefissata nel giro di circa tre ore».
Una doppia scelta mirata, con riferimento al giorno ed all’orario di inizio del cammino: «Erano presenti le migliori condizioni climatiche possibili, sia per il meteo, sia per la stabilità della temperatura in cima, perché più avanti giungono perturbazioni e, sui ghiacciai, tutto si complica».
Un'esperienza mozzafiato in tutti i sensi, non solo perché a quella altezza l'aria è rarefatta, «ma soprattutto perché uno come me – confessa Nigretti -, che arriva da una città di mare come Trani, quando arriva lì prova delle sensazioni che non si possono descrivere».
Ciononostante, Angelo Nigretti ha avuto anche la capacità di ricordarsi della sua città, facendosi immortalare con il guidoncino bianco azzurro su cui è impresso il nostro stemma: una piccola, ma fondamentale presenza di Trani in luoghi così lontani ed ameni, nel magico contrasto di cime nevose, rocce inarrivabili ed un azzurro che più azzurro non si può.
L'impegno, però, prosegue e, a fine agosto, lo stesso gruppo si prepara ad arrivare ancora più su, alle massime cime possibili, partendo dal rifugio Regina Margherita, il più alto d’Europa con i suoi 4550 metri. Poi, Angelo Nigretti tornerà a Trani per concedersi una meritata vacanza “al contrario”, raccontare l'esperienza di persona a tanti e, magari, consigliare a più d’uno di coltivare, insieme con lui, la passione dell'alpinismo.
In città vi è un gruppo di bravi sciatori, storicamente trainato da Pasquale Pastore, ma l’arte di scalare montagne ancora deve farsi breccia. «Adesso, forse, siamo sulla buona strada – ammette Nigretti -, tenendo anche conto del fatto che è uno sport che non costa molto. I prezzi dei rifugi sono assolutamente sostenibili, l'attrezzatura non è cara e, con dei voli low cost, si raggiungono le località facilmente anche da Bari».




