Non è un mistero che Amiu Spa sia un'azienda in difficoltà dal punto di vista finanziario.
Lo era già in tempi non sospetti, ma i problemi si sono accresciuti da un anno a questa parte, segnatamente da quel 4 settembre 2014 in cui la discarica ha subito la sospensione dell'attività per mano del Settore grandi rischi della Regione Puglia e, successivamente, anche per effetto del sequestro penale da parte della Procura della Repubblica.
Lo stop alla struttura di contrada Puro vecchio ha determinato un incremento esponenziale dei costi per il conferimento dei rifiuti ad altri impianti e, nel frattempo, l'avvento del commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, sotto la pressione della Corte dei conti, ha determinato anche un’operazione di ulteriore e definitivo riallineamento tra debiti e crediti fra il Comune, socio e proprietario unico dell'azienda, e la stessa ex municipalizzata.
È evidente che la società si prepari a chiudere l’esercizio 2014 con una pesante perdita, che in questo momento sarebbe stimata intorno ai 4.600.000 euro, ed è per questo motivo che il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima, si chiede «come mai, nel frattempo, Amiu abbia effettuato sei nuove assunzioni: non era deficitaria la sua situazione? Perché assumere sei nuove unità proprio in questo momento storico, in cui la discarica è chiusa? Non è proprio a causa della discarica - prosegue Lima - che la Tari salirà le stelle? E allora perché, anziché stringere la cinghia, si continua a spendere?»
La risposta dell'amministratore unico, Alessandro Guadagnolo è molto chiara: «Quelle che abbiamo operato - spiega il responsabile legale dell’Amiu - non sono assunzioni, ma chiamate, tramite agenzia di somministrazione lavoro interinale, fino al 15 settembre. Si tratta di sei unità lavorative impiegate quotidianamente per la pulizia delle spiagge, un servizio al quale l’Amiu non può sottrarsi, perché contemplato tra quelli previsti nel contratto di servizio con il Comune». Probabilmente, Amiu avrebbe potuto fare a meno di queste unità, o ridurne il numero, se tutti i cittadini di Trani, e più in genere tutti i fruitori delle spiagge fossero stati più rispettosi del senso civico, anziché abbandonare continuamente rifiuti là dove capiti in riva la mare. «Sta di fatto che, peraltro – fa notare Guadagnuolo -, il costo di queste unità lavorative quest'anno è sensibilmente diminuito rispetto a quello sostenuto dall'azienda lo scorso anno, quando il servizio fu svolto tramite affidamento in gestione a cooperative», oltre ad un contributo da parte della Provincia di Barletta-Andria-Trani, nell’ambito dell’operazione “Ambientiamoci”, che quest'anno, per legge, non può essere più erogato.
Va anche detto che si è partiti anche in ritardo rispetto allo scorso anno, ma non per inerzia, bensì perché il sindaco s’è insediato solo il 18 giugno (il servizio, per legge, parte il 15) e perché, inizialmente, le prime operazioni di pulizia e bonifica sono avvenute a colpi di volontariato.


