Si è aggiudicata l'edizione 2015 del giullare e ha fatto incetta di tre dei quattro premi a disposizione la compagnia Acve Aprea, di Atripalda, in provincia di Avellino, con «Cupido scherza e spazza», libero adattamento della commedia di Peppino De Filippo proposto nel corso della giornata di sabato presso il Centro Jobel.
La rappresentazione s’è aggiudicata sia il premio della giuria, sia quello del pubblico, ma anche il riconoscimento per il migliore attore. Il quarto dei premi in palio, quello cosiddetto «emozione» è andato invece alla compagnia della cooperativa sociale Don Uva, di Potenza, con lo spettacolo «Il magico mondo di Ophelandia».
Applausi a scena aperta, però, anche per le altre due rappresentazioni proposte nel corso della manifestazione, rispettivamente «Un pre-testo. Conflit-Ti-amo», dell'associazione Flair, di Perugia, e «Nato per la follia», dell’associazione La panchina, di Trento.
È così calato il sipario su un’edizione 2015 dal «Festival contro tutte le barriere» che, paradossalmente, nell'anno in cui è durata di meno, è invece è piaciuta di più soprattutto nella misura in cui, per la serata finale, nella quale si sono assegnati i riconoscimenti al centro di via Di Vittorio, erano presenti almeno 1500 spettatori, anche e soprattutto grazie all’eccezionale presenza di Al Bano Carrisi.
Il cantante ha letteralmente mandato in visibilio il pubblico, cantando gratis, per almeno un'ora, alcune delle sue canzoni più belle. «Eccellenza internazionale che mantiene costantemente un profondo attaccamento alle radici della propria terra - si legge nella motivazione con cui Albano è stato premiato al termine della sua performance - contribuendo attivamente in diverse iniziative di solidarietà, intervenendo verso situazioni di disagio e bisogno personalmente o attraverso la propria fondazione. La voce, l'energia e la grinta, che da sempre lo contraddistingue, rompono gli schemi tradizionali rendendo le sue performance ricche di emozioni genuine, contro ogni schema predefinito».
Ringraziamenti sono giunti anche e soprattutto per il suo amico fraterno di una vita, l’imprenditore tranese Gaetano Dell'erba, cui Al Bano non saprebbe mai dire di no, che gli ha chiesto ed ottenuto di esibirsi a Trani nell’unico giorno che il cantante aveva libero, peraltro, dopo un faticoso concerto tenuto la sera precedente ad Udine.
Ed Al Bano lo ha fatto disinteressatamente perché, nel frattempo, ha visitato, conosciuto e vivamente apprezzato la qualità della struttura del centro Jobel e, soprattutto, l'umanità dei suoi ospiti ed operatori.
Il cantante, intervistato da Radio Bombo, ha anche invocato una Puglia migliore, soprattutto dal punto di vista dell'ambiente: «Abbiamo una regione così bella, paesaggi splendidi, centri storici che tutti ci invidiano, eppure roviniamo tutto gettando rifiuti ovunque, creando discariche a cielo aperto, non sapendo gestire quelle che abbiamo, facendo scempio del nostro territorio».
Al Bano al termine della serata è tornato a Cellino San Marco per godersi qualche ora di meritato riposo, poi lo spettacolo è proseguito degnamente, presentato con esemplare dinamismo da Marco e Chicco, ed altrettanto significativamente arricchito da altre bellissime esibizioni: Maria Rita Di Cugno, cantante non vedente sempre più amica del Giullare; il gruppo musicale gli Scoppiati, anche loro con un diversamente abile nella band; il comico «testimonial del 5 per mille» Francesco Birardi; i ragazzi disabili de «Le teste calde», che lavorano in una spaghetteria-pizzeria di Rutigliano; il comico di Lab Zelig Vitantonio Mazzilli; i ragazzi dell'associazione Rhizai, che hanno aperto la serata con le loro spettacolari evoluzioni di parkour, e quelli delle comunità Oasi 2 e Futuro anteriore, rispettivamente di Trani e Bisceglie, con una deliziosa performance basata su percussioni e musica etnica.
Don Mimmo De Toma, colonna storica del centro Jobel e del festival, s’è detto «compiaciuto degli enormi passi avanti che Il giullare ha fatto in questi sette anni», e sulla stessa falsariga s’è espressa, a nome del sindaco, Amedeo Bottaro, l'assessore alla cultura Grazia Distaso, che ha formato anche la giuria insieme con Francesca Martin (giornalista di disabili.com), gli attori e registi Mario e Giuseppe Francavilla, e l'operatore sociale ed esperto d'arte Tomas Di Terlizzi.













