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Villa Dragonetti, i sindacati chiedono una task force per salvare trentacinque posti di lavoro. Appello anche al sindaco di Trani

Corsa contro il tempo per salvare trentacinque posti di lavoro a Villa Dragonetti: infatti, mercoledì prossimo, 29 luglio saranno inviate le contestuali lettere di licenziamento, ma, nel frattempo i sindacati, compatti si schierano in difesa dei dipendenti considerati in esubero. La controproposta è multipla: l'ingresso di un nuovo soggetto nella compagine di gestione della casa di riposo e struttura residenziale assistita, così da evitare che la situazione precipiti; nel frattempo, un tavolo istituzionale attraverso il quale garantire almeno cinque mesi di cassa integrazione in deroga, nel corso dei quali programmare in maniera più concreta il salvataggio prima, e rilancio poi, di Villa Dragonetti.

Nel dettaglio Fp Cgil, Fisascat Cisl e Flp Uil fanno sapere del «mancato accordo in sede aziendale e presso l’Ufficio vertenze collettive della Provincia, riguardo le procedure di licenziamento collettivo – scrivono i rispettivi segretari aziendali, Luigi Marzano, Giuseppe  Boccuzzi ed Antonio Cascarano - per 35 unità lavorative, su 78 in forza presso la stessa Villa Dragonetti». Inoltre, nel recente incontro tenutosi  presso il Comune di Trani, il dirigente facente funzioni della casa ha annunciato la data di invio delle lettere di licenziamento, «senza aver tenuto in debita considerazione – scrivono i sindacati - la nostra richiesta di attivare la cassa integrazione in deroga, per cinque mesi, per ricercare soluzioni possibili, salvaguardare i livelli occupazionali e garantire continuità socio-assistenziale, sopravvivenza e rilancio della struttura».

Per questi motivi, al richiesta è di convocare urgentemente una task force regionale, cui sarebbero favorevoli il sindaco di Trani, il direttore generale dell’Asl Bt e l’assessore regionale alle politiche per la salute e welfare, soprattutto per valutare la possibilità del subentro, nella gestione della Rssa, di  un nuovo partner, «che sia all’avanguardia e qualificato rispetto alle esigenze del mercato – fanno sapere le sigle -,  per dare ulteriore qualità e rilancio  ad un servizio da sempre eccellente». Nel frattempo, resta vigente lo stato di agitazione del personale.


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