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Cava dei veleni, il non inquinamento in città «dedotto» dalle centraline di Andria e Barletta: a Trani non funzionano. Critiche dal M5s

«A nostro avviso, quelle che ci ha dato l’Arpa non sono state delle belle notizie. Basti pensare che i dati di non inquinamento in città sono relativi ad Andria e Barletta, che dispongono di centraline, ma non a Trani, dove le centraline non funzionano». Così Antonella Papagni, consigliere comunale del Movimento cinque stelle, commentando i dati su diossine ed idrocarburi policiclici aromatici provenienti dalla “cava dei veleni”, il cui rogo di inizio giugno determinò la diffusione in città di emissione nauseabonde.

Tra i volontari della prima ora che localizzarono il sito, vi furono anche alcuni attivisti del movimento, che ha sempre richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sui potenziali pericoli non solo di quei fumi, ma anche delle conseguenze per la falda di quei 25mil metri cubi di rifiuti stoccati.

Come già riferito ieri, l’Arpa ha ufficializzato che, «all’esito ai campionamenti, eseguiti l’11 giugno, si evidenzia una concentrazione elevata di diossine in aria a bordo discarica, durante l'incendio, superiore ai valori normalmente presenti negli ambienti lavorativi e molto superiore alle concentrazioni presenti nell'aria degli ambienti di vita».

Lo stesso direttore del dipartimento, l’ingegner Giuseppe Gravina, precisa che «nella normativa italiana non esistono valori limite per le diossine in aria né per gli ambienti di lavoro, né di vita» e dà atto che «i risultati ottenuti hanno evidenziato che l'incendio ha liberato in aria diossine e microinquinanti organici in quantità significativa, come conseguenza prevedibile di una combustione incontrollata di questo tipo, in presenza di materie plastiche e di rifiuti». Peraltro, «l’emissione di inquinanti è terminata con lo spegnimento dell'incendio e non ha provocato il superamento dei limiti in aria, per gli inquinanti normati, nelle centraline di qualità dell'aria dell'area di Barletta ed Andria, mostrando che la ricaduta degli inquinanti è stata limitata alle aree immediatamente limitrofe al luogo dell'incendio».

Sulla base di questo documento, il Movimento cinque stelle formula considerazioni e quesiti: «A Trani le centraline ci sarebbero – ricorda Papagni -, ma sono parcheggiate da anni presso la discarica senza che possano fare il loro lavoro. Inoltre, è possibile che in Italia non ci sia una normativa che determini valori limite per le diossine? Ci auguriamo – conclude – che, dopo questo rapporto preoccupante, si mantenga alta l'attenzione sulle cave dismesse ridotte a discariche abusive. Oi, come sempre, lo faremo».


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