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Nuova Tari a Trani, una famiglia media pagherà 144 euro in più. Quattro rate, dal 30 settembre. Le tabelle del 2014 e 2015 a confronto

Quattro rate a partire dal 30 settembre 2015. La seconda si pagherà il 31 ottobre, la terza il 30 novembre, l’ultima il 31 dicembre. La Tari 2015 è servita e prevedrà sensibili aumenti a carico dei contribuenti: una famiglia media di quattro persone, che occupano una casa di 100 metri quadrati, dovrebbe pagare 144 euro più dello scorso anno.

Del resto, i numeri sono estremamente semplici da leggere: lo scorso anno bisognava assicurare un gettito complessivo di 7.331.000 euro (dato gonfiato rispetto al contratto di servizio effettivo, di 5.200.000 euro), mentre quest'anno il costo del servizio è stato stimato in 11.066.000, vale a dire l'innalzamento delle spese cui l’Amiu è costretta a farsi carico soprattutto con riferimento ai maggiori costi di conferimento dei rifiuti ad impianti esterni alla discarica di Trani, ormai chiusa da quasi un anno. Tutto questo si traduce, inevitabilmente, nell’aumento del tributo che i cittadini si preparano a pagare.

Ad adottare il provvedimento è stato il commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli, con i poteri del consiglio comunale, approvando la delibera il 24 luglio, poco prima della proclamazione della nuova assemblea elettiva. Il nuovo piano economico finanziario prevede costi fissi in 4.118.000 e costi variabili in 6.948.000, ed è proprio questo il motivo che determina la scelta di ridurre il costo della tariffa, per quanto riguarda la parte fissa, ma aumentarla, in misura maggiore, per quello che concerne la parte variabile: ne consegue l’aumento complessivo del tributo, che si può più facilmente dedurre mettendo a confronto le tabelle del 2014 e del 2015 per rendere più concreto il nuovo scenario.

Ebbene,​ un’utenza domestica formata da una persona pagherà quest'anno una parte fissa di 1,25 euro al metro quadrato (lo scorso anno 1,50), ma la parte variabile passa da 51 a 87 euro annui. Un’utenza domestica di due componenti pagherà 1,45 di parte fissa (contro 1,75) e 232 euro di parte variabile (80 lo scorso anno). Una famiglia di tre membri pagherà 1,57 parte fissa (1,90 nel 2014) e 276 di parte variabile, contro 102. Per quattro componenti, la parte fissa è di 1,68 (2 lo scorso anno), e quella variabile 305, contro 125. Un nucleo famigliare di cinque componenti pagherà fisso 1,70 (contro 2,05) parte variabile 320 (165 nel 2014). Infine, un’utenza domestica di sei componenti e oltre pagherà 1,64 euro di parte fissa (contro 1,98) e 334 di parte variabile, contro 194.

Per tradurre in soldoni, torniamo alla famiglia media di quattro persone in un’abitazione di 100 metri quadrati: otterrebbero uno sconto del 16 per cento sull’estensione dell’immobile, risparmiando circa 32 euro rispetto all’anno scorso, ma pagherebbero quasi una volta e mezzo in più per la parte variabile: il risultato finale sarebbe 473 euro, mentre lo scorso anno se ne pagavano 329. Alla fine, i guai della discarica, della raccolta differenziata a rilento e della scure della Corte dei conti si tradurrebbero in un incremento corposo della tariffa.

Sensibili differenze anche per quanto concerne le attività. I maggiori incrementi delle parti variabili riguardano ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub, che passano da 4,89 a 11,78 euro al metro quadrato. La stessa punta la raggiungeranno i negozi di ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio, i banchi di mercato e generi alimentari. Anche per tutti loro, però, le parti fisse si riducono, passando da 9,34 a 6,84 euro per metro quadrato.

Peraltro, non mancano le agevolazioni e le esenzioni. In particolare, per le utenze domestiche, le abitazioni con un unico occupante avranno una riduzione del 30 per, quelle con uso stagionale del 20 per cento, fabbricati rurali adibiti ad uso abitativo del 30 per cento. Ed ancora, sconto del 50 per cento per famiglie con persone di età superiore a 65 anni, in situazione di dichiarato disagio, o con soggetti disabili. 


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