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L'agguato al consigliere barlettano Ventura non fu di matrice politica: a tentare di ucciderlo l'ex moglie, arrestata con altri tre su ordine della Procura di Trani

La Polizia di Stato, e segnatamente il Commissariato di P.S. di Barletta, di seguito al tentato omicidio ai danni del consigliere comunale Pasquale Ventura avvenuto in Barletta in data 20.01.2015, avviava articolate indagini di p.g., attività tecniche nonché accertamenti sui principali social network.

Immediatamente dopo l’agguato venivano acquisiti ed analizzati meticolosamente numerosi filmati di sistemi di videosorveglianza installati presso vari esercizi commerciali, nonché  il sistema di telecamere cittadine monitorato presso il Commissariato.

La visione accurata dei filmati in questione permetteva di appurare con assoluta certezza il tragitto effettuato dai due centauri che materialmente avevano attentato alla vita del consigliere comunale. A seguito di tali riscontri e di ulteriori attività investigative effettuate anche attraverso le analisi di tabulati telefonici, in data  26 febbraio c.a. su richiesta del P.M. dr.ssa CONTICELLI veniva emesso provvedimento di fermo a carico di Kamberi Igli e Sibilano Francesco, quest’ultimo successivamente scarcerato dal Tribunale del Riesame a causa della sua posizione ritenuta marginale rispetto a quella di Kamberi.

L’attività investigativa procedeva senza soluzione di continuità, acquisendo pregnanti elementi di prova a carico di Dimatteo Concetta, Belliu Artan e Lanotte Giacomo.

In particolare si appurava che Dimatteo Concetta, ex moglie di Pasquale Ventura, per motivi legati a questioni ereditarie, aveva incaricato Belliu Artan di assoldare due persone che potessero materialmente eseguire l’agguato ai danni del marito, promettendo loro un compenso di 30.000 euro a fatto compiuto.

Belliu Artan, pertanto, assoldava Kamberi Igli e Lanotte Giacomo, che il 20 gennaio scorso dopo l’agguato, si nascondevano in via Cimarosa nr. 1 all’interno del box di proprietà di Lanotte Giacomo.

Inoltre, attraverso la visione dei filmati si accertava che ad esplodere i colpi in direzione di Ventura Pasquale era stato proprio Lanotte Giacomo mentre Kamberi si era incaricato di reperire la moto e di guidarla.

Tale fatto trovava conforto nelle dichiarazioni rese dalla vittima subito dopo l’agguato, il quale riferiva, che chi gli aveva sparato aveva una corporatura “tozza” e si muoveva in maniera lenta e goffa, proprio come Lanotte Giacomo, circostanza che consentiva a Ventura Pasquale di scampare all’agguato.

Successivamente, il tutto trovava ulteriore riscontro nelle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che confermava il fatto che a sparare fosse stato Lanotte Giacomo e a guidare la moto Kamberi Igli  e che la mandante fosse stata proprio Dimatteo Concetta.

Sulla scorta di tutti gli elementi acquisiti, il P.M. titolare delle indagini dr.ssa Mirella Conticelli chiedeva le misure cautelari, emesse poi dal Gip del Tribunale di Trani dr.ssa Caserta.

Dopo le formalità di rito i tre arrestati erano associati presso la casa circondariale di Trani.

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