Dopo la Tari, anche l'addizionale Irpef farà registrare un sensibile aumento rispetto agli anni precedenti. Infatti, il commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli, con i poteri del consiglio comunale, ha infatti deliberato l'incremento dell'aliquota dallo 0,5 allo 0,8 per cento, in una misura tale da garantire un gettito fiscale di 3.681.000 euro, quasi interamente sufficiente a coprire debiti fuori bilancio la cui sussistenza, alla data del 2 luglio 2015, è stata fissata dal dirigente dell'’rea finanziaria, Grazia Marcucci, in 4.029.000 euro.
Dunque, aliquota su di tre decimi di punto punto percentuali rispetto allo scorso anno, quando il consiglio comunale l'aveva ridotta da 0,6 allo 0,5 per cento: di conseguenza, questo triplo salto in avanti dovrebbe tradursi, pressappoco, in un aumento annuo di 36 euro per cittadino, che rappresenta un'altra somma, tutt'altro che trascurabile, in uno scenario che già vedrà, con riferimento alla Tari, una famiglia media di quattro persone, in un appartamento di 100 metri quadrati, sborsare 144 euro in più rispetto al 2014. Peraltro, la legge consente, con le recenti modifiche introdotte, di elevare direttamente di tre punti percentuali, in un colpo solo, un’aliquota che prima, invece, non si sarebbe potuta innalzare più del 2 per cento.
L’addizionale Irpef fu introdotta da un altro commissario straordinario, Angelo Trovato, nel 2007, sempre per coprire i debiti fuori bilancio che già all'epoca il Comune doveva coprire, e fu deliberato che sarebbe rimasta in vigore per tre anni, quale “tassa di scopo”, con un'aliquota dello 0.7 per cento. Successivamente, fino al 2013, l'aliquota è stata confermata nella misura dello 0,6 per cento. Nel 2014, in controtendenza con l'aumento della Tari, fu portata allo 0,5 per cento, garantendo ai cittadini un risparmio di circa un euro al mese.
Le esenzioni sono riservate a coloro che hanno un reddito inferiore a 7.000 euro: questi cittadini non pagheranno l’addizionale. La stessa è entrata in vigore già dal 1mo gennaio 2015, mentre l'intera variazione avrà impatto sul gettito di cassa solo a partire dal 2016. L’aumento, peraltro, non prevede alcuna divisione in scaglioni: dunque, aliquota unica per tutti, con l'evidente problema di affrontare la materia successivamente, in consiglio comunale, durante l'approvazione del bilancio di previsione, dopo che per anni la maggioranza di oggi (minoranza di ieri) aveva contestato alle amministrazioni uscenti la mancata soppressione di quel tributo.

