Prosegue il dibattito intorno alla recente approvazione, da parte dell’esecutivo, di un provvedimento propedeutico all’affidamento di incarichi a sostegno dell’operato di primo cittadino e squadra di governo. Di tale circostanza avevamo debitamente riferito, corredando il tutto con le prese di posizione di due partiti e la replica del sindaco.
Sulla questione interviene anche un altro esponente della minoranza, Antonio Procacci, con un profilo decisamente diverso da quelli proposti dai colleghi dell’opposizione. Infatti, l’ex candidato sindaco di Trani a capo, forse anche in considerazione della sua professione di giornalista, grazie alla quale fu anche consulente della comunicazione per Amet, nonché addetto stampa della campagna elettorale di Ugo Operamolla, chiarisce che «sulla vicenda dello staff del sindaco non mi scandalizzo. Anzi, è una cosa normalissima, succede in tutti i Comuni e, francamente, mi sembra anche giusto che il primo cittadino si avvalga della collaborazione di persone di sua fiducia. Anche a pagamento – sottolinea procacci -, purché la spesa complessiva non sia esagerata. Queste persone devono naturalmente avere ruoli chiari e curriculum adeguati, perché la nomina dello staff non deve mascherare prebende senza alcuna giustificazione».
Ciò premesso, però, Procacci non manca di lanciare il guanto della sfida con riferimento a quello che s’intravedrebbe quotidianamente negli ambienti del palazzo di città: «Io credo che sia molto meglio la nomina di uno staff contrattualizzato che la presenza di uno staff-ombra – scrive il consigliere -. Preferisco i collaboratori dichiarati a quelli occulti e, se devo dirla tutta, oggi mi inquietano più certe figure che si aggirano nelle stanze del potere, senza un ruolo ben definito, che non quelle che, ipoteticamente, potrebbero entrare nell'ufficio di staff».
C'è poi Mimmo De Laurentis, capogruppo in pectore del Partito democratico, formazione di maggioranza relativa a sostegno del sindaco, Amedeo Bottaro, in merito al fin troppo discusso provvedimento: «Bene ha fatto il sindaco a chiarire le volontà dell’amministrazione. Meglio ancora farebbe, a mio parere, se modificasse nuovamente la delibera eliminando, dall'articolo 22 del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, ogni riferimento alla possibilità di "assumere con contratto a tempo determinato". Giusto per chiarire e sottolineare».
Infine, controreplica al sindaco del capogruppo consiliare del Movimento cinque stelle, Antonella Papagni, che parla di “mezze verità”: «In realtà – scrive -, se si legge con attenzione la delibera, si evince che le collaborazioni possono essere di tre tipi. Oltre gli incarichi gratuiti per un anno, vi è un altro tipo di consulenza che fa riferimento a “collaboratori esterni assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, con condizioni economiche parificate a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti degli enti locali. Se dovessero essere conferiti incarichi di particolare complessità nel contratto, il trattamento economico potrà essere rapportato a quello dirigenziale, costituito dalla retribuzione tabellare e da quella di posizione, nonché da una componente accessoria costituita dalla retribuzione di risultato”. E per questi collaboratori – fa notare Papagni - non si fa espresso riferimento alla non prorogabilità dopo l'anno».
Inoltre, poiché si accenna anche alla possibilità di ricorrere a “prestazioni di liberalità”, ai sensi dell’articolo 769 del codice civile, il Movimento cinque stelle chiede al sindaco che «ci dica davvero le cose come stanno, perché nel regolamento è prevista eccome la possibilità di assumere e pagare dei collaboratori: ma allora, perché prevedere la possibilità di pagare collaboratori se non si ha intenzione di farlo?».
