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Ed in Italia si muore ancora di passaggi a livello: quest'anno se ne sopprimeranno altri 110

I passaggi a livello, cioè i punti dove i treni incrociano la viabilità stradale, continuano a causare problemi. Ancora troppe persone perdono la vita o restano gravemente ferite nell'attraversare i passaggi a livello. Motivo? Il mancato rispetto del Codice della strada, delle norme di sicurezza e della segnaletica stradale nell'attraversamento della sede ferroviaria.

Nel 2014, secondo quanto riferisce Rfi, in Italia si sono registrati, in corrispondenza dei passaggi a livello, 16 incidenti gravi, con un incremento del 2,5 per cento rispetto al 2013, che hanno provocato sette vittime. Quasi sempre, a determinare i sinistri, sono automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. La maggior parte degli incidenti coinvolgono persone che vivono nelle vicinanze dei passaggi a livello e li utilizzano frequentemente: proprio la familiarità e l'abitudine che hanno nell’attraversarli, le rendono meno attente.

Sulla rete ferroviaria nazionale, lungo oltre 16700 chilometri di binari, sono ancora in esercizio poco più di 5000 passaggi a livello, di cui oltre 1000 affidati alla responsabilità diretta di privati, e la cui gestione presenta le maggiori criticità. Intanto, mentre le nuove linee ferroviarie oggi sono costruite senza passaggi a livello, nell'anno in corso Rfi ha previsto di eliminarne 110, per un investimento complessivo di 50 milioni di euro. Nel 2014 sono stati soppressi 84 passaggi a livello, di cui 52 in consegna a privati, ed anche in questo caso l'investimento è stato di 50 milioni.

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