Il Consiglio comunale di Trani ha approvato, all'unanimità dei presenti, una delibera di fermo diniego alle attività di prospezione petrolifera al largo delle coste pugliesi e di assoluta e totale contrarietà a politiche energetiche basate sulle attività di prospezione, ricerca ed estrazione degli idrocarburi liquidi e gassosi.
La delibera approvata, presentata in aula dal sindaco, Amedeo Bottaro, prevede di sollecitare il presidente della giunta regionale di Puglia (di concerto con le Province e le città metropolitane competenti per territorio) ad impugnare innanzi al Tar, tutti i decreti di compatibilità ambientale rilasciati per le attività di prospezione petrolifera al largo delle coste pugliesi, nonché a promuovere ogni altra azione utile volta a scongiurare la possibilità che i relativi procedimenti amministrativi in corso si concludano con esito positivo.
Nella delibera si sollecita il presidente della giunta regionale di Puglia ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale ogni altro atto conseguente alla legge 164 dell’11 novembre 2014, ritenuto lesivi dei diritti costituzionalmente garantiti agli Enti Locali. L’assemblea consiliare sollecita inoltre il presidente della giunta regionale a promuovere un intervento legislativo del Parlamento nazionale di modifica del decreto “Sblocca Italia” a favore di una politica energetica nazionale che non contempli le trivellazioni petrolifere fra le proprie attività strategiche, coinvolgendo le altre Regioni, ed a promuovere una consultazione transfrontaliera per promuovere l’uso non conflittuale dei mari comuni a diversi Paesi.
Viene inoltre sollecitato il presidente della giunta regionale a promuovere, a causa della assoluta urgenza determinata dall’accelerazione di una serie di procedure di VIA (che renderebbero tardivi i rimedi legislativi e transfrontalieri menzionati), processi di consultazione della volontà popolare, quali i referendum abrogativi.
Il Movimento cinque stelle ha votato favorevolmente alla delibera contro le trivellazioni in mare, «ma questo denota – ha detto Luisa Di Lernia, del Movimento cinque stelle – quanto il Partito democratico di Trani si contraddica rispetto allo Sblocca Italia di Renzi ed ai permessi già accordati. Noi votiamo a favore del provvedimento ma la vostra brutta figura resta».
«Ma noi non siamo al servizio di alcuno – ha replicato Mimmo De Laurentis -. Noi tuteliamo il territorio, non padroni che non abbiamo. Abbiamo tutti una coscienza, e proprio questa ci porta a smarcarci da ogni ipotesi di trivellazione nel mare Adriatico».
E Antonio Procacci, cogliendo l’occasione, ha chiesto all’assessore al demanio «se la concessione demaniale rilasciata ad un cittadino lungo il litorale di levante sia regolare. E mi riferisco soprattutto alle transenne cementate che, di fatto, impediscono agli altri cittadini di camminare lungo la riva del mare. Su questo argomento – ha anticipato Procacci – presenteremo apposita interrogazione. E vorremmo anche che si demolisse l’ex psicopedagogico, per sfruttare quell’area a fini balneari e tuiristici».
«Su quella concessione demaniale non ci sono mai state segnalazioni formali – ha risposto l’assessore Bologna -, ma eventuali irregolarità devono essere sanate con la rimozione di quanto amovibile. Le concessioni demaniali non si rinnovano più automaticamente dal 2009, mentre adesso saranno tutte riviste alla luce del piano costiero».

