«Sulle questioni di tutela del territorio, come il “no” alle trivellazioni, c'è chi va via dal consiglio dopo avere battagliato sulle nomine».
È Marina Nenna a porre nuovamente l'accento sui dissapori all'interno della maggioranza, e soprattutto nel Partito democratico, all'indomani della bufera politica che ha scosso il consiglio comunale di ieri, a dispetto dell'approvazione di tutti i provvedimenti all'ordine del giorno.
Infatti, i conti non sono per nulla tornati al momento della nomina della commissione elettorale, che aveva determinato alla prima votazione l'elezione di Leo Amoruso (consigliere del Pd), prima che (a causa di un errore tecnico, poiché il sindaco aveva erroneamente votato), alla seconda votazione, lo stesso Amoruso fosse raggiunto e sopravanzato, per la maggiore età, da Michele Lops, di Più Trani.
In ogni caso, il fatto che il consigliere abbia avuto soltanto sei voti, mentre il gruppo del Partito democratico è formato da nove consiglieri, lascia intendere che le spaccature all'interno della formazione di maggioranza relativa siano oggettive. Tanto è vero che, subito dopo quel significativo incidente di percorso, sarebbe venuto meno il numero legale come già da noi descritto in tempo reale nel corso della seduta di ieri.
Una riunione lampo con il sindaco ha determinato il momentaneo ricompattamento, ma i malumori sono ancora persistenti, e si sommano a quelli che, con fatica, sono stati celati durante l’elezione di Fabrizio Ferrante alla presidenza del consiglio comunale.
Tutto questo, proprio a dispetto nell'ultimo passaggio degli indirizzi generali di governo, in cui un Bottaro particolarmente fermo sulle proprie posizioni annuncia la scarsa disponibilità a tollerare atteggiamenti di questo tipo: «Chi proverà a vivacchiare con giochini di palazzo ed ostruzionismo becero, facendo prevalere interessi personali o attuando la politica dei ricatti, non solo sarà all'opposizione di questa amministrazione, ma sarà un nemico pubblico. Non esiterei un secondo a darne notizia alla città, facendo nomi e cognomi. Questa città ha bisogno di respirare aria pulita, aria nuova. Auguri a voi, auguri a noi, auguri alla città di Trani».
Nenna, nel frattempo, ci ha tenuto a precisare: «Non parlavo della maggioranza».

