La crisi di Amiu Spa è oggettiva e, come già riferito nei giorni scorsi, l'azienda ha chiuso il bilancio 2014 con una perdita di 4.600.000 mila euro, ed una di capitale di oltre 2 milioni e mezzo, circostanza che dovrà, inevitabilmente, richiedere la ricapitalizzazione dell’ex municipalizzata da parte del omune di Trani, suo proprietario e socio unico.
La situazione è particolarmente delicata, soprattutto in considerazione dello stop della discarica, che si prolunga ormai da un anno, con le conseguenti maggiori spese per il conferimento dei rifiuti ad altri impianti: Foggia, per la stabilizzazione; Grottaglie, per il conferimento della parte stabilizzata. C’è poi il problema del contratto di servizio, eccessivamente sottostimato, con il quale Amiu ha dovuto lavorare fino all'anno scorso: si è passati da meno di 6 a quasi 11 milioni di euro.
Tutto questo, se da un lato si tradurrà, purtroppo, in un aumento della Tari a carico dei cittadini, dall'altro è oggetto di una serrata politica di rientro dai debiti da parte dell'azienda, in collaborazione con il Comune di Trani. Ma non ci sono soltanto queste criticità che hanno concorso alla formazione di un passivo «particolarmente cospicuo», come l'ha definito nella relazione al bilancio 2014 l'amministratore unico, Alessandro Guadagnuolo.
Infatti, un'altra voce importante sulle passività dell’Amiu sono stati i mancati pagamenti da parte di soggetti che hanno utilizzato a vario titolo, fino a quando è stata attiva, la discarica di Trani per il conferimento dei rifiuti. E, così Amiu ha avviato le opportune azioni per ottenere ingiunzioni di pagamento nei confronti della società Daneco impianti. Tale azienda «ha maturato un debito - riferisce l'amministratore unico - per il servizio di smaltimento dei rifiuti in discarica, eseguito in forza di ordinanza del presidente della Regione Puglia. Al riguardo, con l'ausilio dei rispettivi difensori, Amiu e Daneco impianti hanno concordato un’ipotesi di transazione sulla quale, dopo vari rinvii decisi all'assemblea sociale, è intervenuta la delibera dell'assemblea del 26 maggio scorso, che ha respinto l'ipotesi di una transazione».
Ma, oltre il danno dei mancati pagamenti, c’è la beffa degli accertamenti a carico. Infatti, sempre secondo quanto riferisce Guadagnuolo, la Regione Puglia nel 2014 ha notificato un atto di accertamento, relativo all'anno 2012, per un importo di 704.000 euro, riguardante il tributo speciale per il deposito dei rifiuti in discarica: l'atto è stato impugnato presso la Commissione tributaria provinciale di Bari, con ricorso dello scorso 18 febbraio. Ovviamente - sottolinea l’Au - si provvederà a recuperare tale somma, con ripetizione nei confronti degli enti che si sono resi inadempienti nei confronti di Amiu».
