Il rebus del passaggio delle competenze delle spese giudiziarie, da oggi, dal Comune al Ministero della giustizia presenta una situazione non meno complessa anche con riferimento agli immobili di proprietà del Comune in cui si amministra la giustizia.
Gli stabili sono numerosi, a cominciare da Palazzo Torres, sede centrale del Tribunale e della sua sezione penale. Ed ancora Palazzo Candido (civile), Palazzo Gadaleta (fallimentare), la parte fruibile di Palazzo Carcano (volontaria giurisdizione) e, forse, anche l'ex scuola De Bello, da adibirsi anch'essa ad uffici giudiziari. Sono proprietà di privati Palazzo Nigretti (lavoro) ed il capannone degli archivi di via Papa Giovanni XXIII, è dell’Amet la sede Unep di via Montegrappa.
Le locazioni degli immobili privati non dovrebbero presentare alcun problema, anche durante la fase ponte fissata dal ministero, ma la questione da approfondire è quella degli immobili di proprietà comunale: l’ente dovrebbe cederli al ministero, ma il sindaco ben si guarda dal farlo, almeno per il momento, perché la situazione è tutt'altro che fluida e le comunicazioni formali stentano ad arrivare.
Tanto è vero che giovedì scorso, in consiglio comunale, rispondendo a Giuseppe Corrado, che lamentava l’assenza di passaggi sugli uffici giudiziari negli indirizzi generali di governo, Bottaro ha risposto così: «Sull’edilizia giudiziaria non ho volutamente scritto nulla, perché dal 1mo settembre la competenza sarebbe del Ministero. Però ho forti dubbi e perplessità, soprattutto sui nostri palazzi che dovremo trasferire al Governo. Infatti, ho già precisato loro che lo faremo previo accordo formale che preveda che la manutenzione di quegli edifici, sia ordinaria che straordinaria, sia a carico del ministero».
Bottaro, contestualmente, si è anche espresso sulle forniture: «Abbiamo già scritto al ministero sulla necessità che stipuli i nuovi contratti, perché noi non li rinnoveremo. Di certo, quando saremo a regime, anche questo nuovo scenario ci aiuterà a risparmiare moltissimo, perché, purtroppo, finora i rimborsi dallo Stato sono stati tra il 20 ed il 40 per cento. Il prestigio di avere il Tribunale a Trani e l’indotto che ne derivano sono imprescindibili, ma le ingenti spese finora sostenute hanno notevolmente pesato sul bilancio del Comune».


