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Primo settembre, le spese per il Tribunale passano a carico del Ministero. Trani risparmierebbe 2 milioni l'anno, ma con tanti rebus: in primis, la vigilanza

La grande svolta inizia oggi, ma forse, per il momento è soprattutto sulla carta. Infatti, gli uffici giudiziari passano sotto le dirette competenze del Ministero della giustizia e, dunque, il Comune di Trani sarebbe formalmente sollevato dal sostenere spese che, finora, hanno inciso non poco sui bilanci dell'ente.

Basti tenere conto del fatto che il Ministero ha generalmente rimborsato, nel migliore dei casi, la metà delle somme impegnate e liquidate dalla civica amministrazione fra locazioni di immobili, manutenzioni e forniture.

Nel giorni scorsi, dalla Segreteria generale del Guardasigilli, è arrivata all’Anci un’informativa inerente il trasferimento delle spese obbligatorie di funzionamento degli uffici giudiziari dai comuni al ministero, nel rispetto della Legge di stabilità 2015. La nota precisa che «il trasferimento non comporta la risoluzione dei rapporti contrattuali, ma solo la modifica di una parte contraente, rimanendo invariate le condizioni contrattuali e le posizioni di debito e credito maturate al 31 agosto 2015, che pertanto rimangono in capo alle amministrazioni comunali». Peraltro, dal Governo si auspica «che i comuni interessati, nel fornire risposta alle richieste del ministero, ivi compresa la copia dei contratti in essere, esercitino un ruolo di facilitatori attivi, favorendo il contatto tra la parte contraente fornitrice e l’amministrazione della giustizia».

Dal punto di vista operativo, l’Anci parla della stipula di una convenzione quadro, tra ministero e comuni, con la quale sarà possibile, per il periodo compreso tra il 1mo settembre ed il 31 dicembre 2015, riconoscere le spese inerenti il personale comunale impiegato a supporto della gestione degli uffici giudiziari, ed in particolare per lo svolgimento delle attività di custodia, telefonia, riparazione e manutenzione ordinaria.

A Trani, per, la situazione appare ben più complessa di quanto appaia sulla carta. Infatti ieri, 31 agosto, sono scaduti alcuni fra i contratti in proroga, in particolare quelli inerenti la pulizia degli uffici giudiziari e la loro vigilanza. Per i primi, paradossalmente ci sarebbe il rischio che oggi l'impresa affidataria non si presenti, perché non conoscerebbe formalmente da chi farsi pagare. Ma il vero problema potrebbe riguardare la vigilanza.

Il presidente del Tribunale, Filippo Bortone, ha fatto sapere che «il servizio per ovvi motivi di sicurezza di operatori e pubblico, non subirà alcun tipo di interruzione». Ma qui entra in ballo anche il Comune di Trani, che finora ha affidato la sorveglianza degli immobili in un pacchetto che comprende sia gli uffici giudiziari sia i palazzi del Comune. Pertanto, questo servizio andrebbe scorporato, affidando gli uffici giudiziari ad un contratto da stabilirsi con il ministero, e gli altri immobili comunali ad un altro sotto l'egida di Palazzo di città.

Intorno a questa vicenda bisogna anche ricordare che c'è un'inchiesta penale in corso, principale motivo alla base degli arresti eccellenti dello scorso 20 dicembre, che determinarono la conclusione anticipata del mandato dell’amministrazione comunale uscente. E non mancano anche ricorsi amministrativi che hanno ulteriormente impedito di redigere gare d'appalto pluriennali.

Intanto, come si scorge del bilancio di previsione 2014, lo scorso anno il Comune di Trani ha speso circa 3 milioni l'anno per gli Uffici giudiziari, ma il rimborso dallo Stato sarebbe stato nella misura del 30 per cento». Di quella somma, pertanto, nelle casse comunali sono rientrati solo 900mila euro, mentre il resto è una spesa che l’ente ha dovuto sottrae ad altre importanti necessità della pubblica amministrazione. 


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