Prima della chiusura del 4 settembre 2014, Amiu era stata destinataria di precedenti atti, di diffida, emessi dal competente ufficio regionale, già nei mesi di marzo ed agosto 2014.
Successivamente alla sospensione dell'attività, l’ex municipalizzata aveva attuato alcune misure di emergenza, ritenute però inadeguate degli enti preposti, poiché non avevano determinato né l’isolamento delle fonti inquinanti, né il contenimento della relativa diffusione di percolato.
Dunque, dal 5 settembre 2014 la discarica ha interrotto l'esercizio. Come è altrettanto noto, dallo scorso 15 gennaio l’impianto è divenuto oggetto di sequestro probatorio da parte della Procura della Repubblica di Trani, che ha iscritto sedici persone, a vario titolo, nel registro degli indagati.
Inoltre, dal 7 aprile di quest'anno il dirigente dell'Ufficio autorizzazione integrata ambientale ha revocato la stessa, che era stata rilasciata il 24 settembre 2008. Ed ancora, il 16 febbraio, il presidente della Provincia aveva emanato un'ordinanza che diffidava l’Amiu ad accelerare il più possibile le opere di analisi e bonifica dell’impianto.
A sua volta, il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, con propria ordinanza, aveva vietato l’utilizzo di pozzo per uso irriguo nell’area circostante la cava di contrada Puro vecchio.
L’impianto di discarica pubblica controllata per rifiuti solidi urbani fu deliberato dal consiglio comunale nel 1990 ed entrò in esercizio nel 1994. Fino al 4 settembre dello scorso vi si conferivano, quotidianamente, 850 tonnellate di rifiuti: 450 facevano riferimento al bacino di utenza della città e della Bat; la parte restante proveniva dai Comuni del sud barese alle prese, da tempo, con una grave emergenza rifiuti legata alla chiusura della discarica di Giovinazzo. Questo conferimento supplementare, cominciato alla fine del 2012, s’è fermato, per le citate cause di forza maggiore, solo lo scorso 4 settembre.
