«Devo pagare la Tari? La mia risposta è sì, un sì convinto e senza polemica. Pago perché mi è stato insegnato che “tutto” si paga. Ed io pago, ma solo dopo aver ricevuto un servizio, un servizio efficiente, un servizio fatto con i fiocchi, quindi pago e sorrido. Sorrido perché sono felice di aver pagato una cosa per me e la mia famiglia. Ma pagherò solo dopo avere ricevuto il servizio che merita questo pagamento».
Così Marco Colonna, attore e regista teatrale, in merito all’aumento della Tari. Il suo è lo sfogo di un comune cittadino che , a differenza di tanti altri, non si limita a lamentarsi, ma motiva il suo disagio servendosi di una documentazione fotografica. Fra i fenomeni documentati, i serpenti che il nostro concittadino si è ritrovato in casa: è successo per tre volte, ed ogni volta una specie diversa
«Quella che vedete è la situazione che vivo ormai da due anni: a soli due passi da casa mia, dal mio cancello, dalla mia famiglia, si trova tutto ciò che ho documentato con foto: scarichi abusivi, preservativi usati, fazzoletti, gomme da trattore, aree di proprietà comunali abbandonate con natura selvatica che cresce di giorno in giorno, accumulando tra rami e foglie tutta l’immondizia che alcuni concittadini lanciano dai loro finestrini. Tutto ciò fa nascere e proliferare topi, serpenti e zanzare. Tutto andrebbe pulito, tutto andrebbe curato come da legge, bisogna rispettare chi soffre di asma e si trova sistematicamente a combattere con l’insufficienza respiratoria per colpa delle famose parietarie che, ad oggi, circondano la nostra casa. Cosa c’entra tutto questo con la Tari? La Tari è una tassa sullo smaltimento dell’immondizia, e questa è, soprattutto, immondizia. Pertanto, pagherò la Tari, perché si paga punto e basta. Però, prima, aspetterò la pulizia. Perché si fa, punto e basta».











