«La Giunta ha approvato la bozza di bilancio 2015, che prevede che i cittadini facciano grossi sacrifici per risanare i conti. Sono fiducioso che anche Amedeo Bottaro, in qualità di sindaco, come pure giunta e presidente del consiglio, vorranno, anche loro, contribuire con un taglio delle loro indennità. Sarebbe un bel gesto, oltre che un esempio». Così il capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentiis riaprendo una questione da sempre molto cara anche e soprattutto ai cittadini: quanto percepiscono gli amministratori comunali? E, soprattutto, quanto è congruo quello che percepiscono oggi?
Infatti, in un momento storico in cui il Comune di Trani è in grave crisi economico-finanziaria e si ritrova alle prese con la scure della Corte dei conti, che ne ha limitato le spese a quelle necessarie fino alla fine di questo mese, si è già assistito a numerosissime rinunce da parte dell'ente, ma anche, inevitabilmente, all'aumento di alcuni tributi, a cominciare dalla Tari per finire all’addizionale Irpef.
I cittadini si aspettano che chi ha sbagliato nel passato paghi (ed in questo senso le azioni di responsabilità sono già partite), ma auspicano anche che chi li governa dia un segnale di responsabilità sotto forma, almeno, di parziale rinuncia alle indennità.
Per quanto riguarda i consiglieri comunali, per la verità, ci ha già pensato il commissario straordinario Maria Rita Iaculli a limare decisamente le loro entrate attraverso il cumulo di gettoni di presenza, limitando le riunioni delle commissioni a non più di una a settimana. De Laurentiis, pertanto, si rivolge soprattutto a sindaco, giunta e presidente del Consiglio, per i quali sono ancora vigenti le stesse indennità determinate negli anni scorsi dalle amministrazioni uscenti.
Nello specifico, il sindaco percepisce un compenso mensile lordo di 4.508,67 euro. Bottaro non ha voluto un vice sindaco, ma, qualora dovesse cambiare idea, al vicario andrebbero 3.381,50 euro. Gli altri assessori percepiranno 2.705,20 euro. In tutti i casi, l’indennità di carica si dimezzerebbe qualora gli amministratori continuino a prestare lavoro, eventualmente, in enti pubblici. Diversamente, in presenza di liberi professionisti, sarebbe piena. L’indennità di carica del presidente del consiglio comunale dovrebbe essere, con successivo provvedimento dell’assemblea elettiva, equiparata a quella degli assessori.
I consiglieri comunali, invece, potranno cumulare gettoni (fra sedute di consiglio e commissioni consiliari) fino ad un tetto massimo di pari a 1127 euro (il gettone unitario ammonta a 73,79 euro). Con il tetto posto sulle commissioni, però, sarà difficile che si raggiunga tale somma, fino all’ultima consiliatura facilmente accessibile per tutti.
