Nel corso dell’ultima riunione del consiglio comunale, come già aveva anticipato con comunicati, Anna Maria Barresi, della Lista Emiliano, ha ufficialmente comunicato la rinuncia al 70 per cento dei suoi gettoni di presenza durante il primo anno di mandato. La sua proposta, aperta a tutto il consiglio, vale anche per le indennità e, nei suoi propositi, se fosse accolta da tutti, «finanzierebbe i voucher lavoro di chi ne ha bisogno».
Sia nel loro programma elettorale, sia durante l’ultimo consiglio, i componenti del Movimento cinque stelle hanno riaffermato la richiesta del taglio 20 per cento degli stipendi di sindaco, vicesindaco, presidente del consiglio ed assessori, destinando tali riduzioni ad un fondo per il sociale. Per i gettoni dei consiglieri comunali, invece, proposta di riduzione del 10 per cento, per promuovere il progetto della farmacia sociale di quartiere. I consiglieri Papagni e Di Lernia hanno già formalizzato la loro rinuncia, a prescindere del fatto che i colleghi non aderiscano, «e rinunceremo anche ai gettoni dovuti per le eventuali prosecuzioni delle sedute oltre la mezzanotte, come anche delle eventuali commissioni consiliari brevi ed inconcludenti».
L’ex candidato sindaco Antonio Florio, invece, ha proposto «la rinuncia totale, per due anni, ad indennità e gettoni di tutti. Apprezzo il gesto delle colleghe Barresi, Papagni e Di Lernia, ma le devoluzioni singole, a mio avviso, non avrebbero grande efficacia e poco inciderebbero sul risparmio della spesa pubblica. Meglio sarebbe, quindi, se devolvessimo tutto per i primi due anni, così da dare un esempio virtuoso ai cittadini, dimostrando loro che noi siamo qui non per prelevare soldi, ma per metterci al servizio della città».
Fra programmi scritti ed impegni verbali, un consigliere comunale è andato già all’Ufficio ragioneria a formalizzare la rinuncia al gettone: è Carlo Laurora, che ha chiesto di devolverli alle necessità dell’ente. Non se ne ha conferma ufficiale, ma analoga iniziativa dovrebbe averla assunta un altro ex candidato sindaco, Emanuele Tomasicchio.
