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Trani-Andria, «la scadenza sarà rispettata». Ma si allarga solo mezza strada. Maggio: «Superata la fase critica, ostracismo di Telecom»

«Stranezze tutte italiane». Così Mauro Maggio, dirigente dell’Ufficio tecnico della Provincia di Barletta-Andria-Trani, commentando il paradosso di lavori che procedono, spediti, per mano di un ente che starebbe per scomparire, mentre per decenni la Provincia di Bari è rimasta quasi del tutto inerte. Ci riferiamo all’allargamento e messa in sicurezza della Strada provinciale 1 Trani–Andria. Infatti, basta muoversi tra le due città per notare che i lavori proseguono con buona lena e, soprattutto, come stia cambiando quell’arteria.

Peraltro, chi si sarebbe aspettato di vedere ampliata l’intera strada resterà deluso: l’operazione riguarda poco meno di quattro chilometri (su poco più di otto totali) perché, purtroppo, la copertura economica non consentiva di andare oltre con gli espropri. Tuttavia, mai come questa volta, si dovrebbe vedere il bicchiere mezzo pieno perché, quando i lavori saranno terminati, la nuova Trani-Andria sarà una strada certamente più moderna e, in buona sostanza, anche più sicura.

Ma a che punto siamo con i lavori? «Volendo fare una stima percentuale - spiega Maggio - siamo al 40 per cento. Ma questi sono i lavori più rognosi e faticosi, in quanto abbiamo fatto i suoli. Una volta ultimate le fondazioni stradali sia delle complanari, sia della strada principale, i lavori scorreranno molto più velocemente perché si tratterà di versare il bitume».

Completata definitivamente, e senza alcun contenzioso, la fase degli espropri, che ha impegnato l’amministrazione provinciale per circa 8 milioni e mezzo di euro, sono cominciati i lavori sulla complanare destra, per chi da Andria si dirige a Trani: e sarà prorpio questa la prima ad entrare in esercizio. «Infatti – fa sapere il tecnico ., il cronoprogramma dei lavori prevede che venga ultimata la complanare che va da Andria a Trani (che sul progetto si chiama X, ndr),  e quindi il traffico sia deviato su questa complanare. Successivamente, aggrediremo con i lavori l’attuale sede stradale, che diventerà a quattro corsie, due per ogni senso di marcia». Nel frattempo si procederà con la complanare opposta, la cui prima parte si allontanerà dalle quattro corsie, passando dietro alcuni capannoni industriali, per poi ricongiungersi dopo poco più di un chilometro.

Sulla fine dei lavori, prevista per il 31 dicembre di quest’anno, pena la perdita del finanziamento regionale, Maggio è assolutamente fiducioso: «Ragionevolmente, confermo ancora oggi che sarà possibile ultimare le opere entro la fine dell’anno».

L’allargamento, dunque, parte dalla fine dei capannoni artigianali di Trani fino ai confini del ponte autostradale di Andria: è sufficiente allargare questo tratto per affermare che la nuova Trani-Andria sia più sicura? «Questo è il tratto che si può fare – risponde Maggio -. Con qualche altro milione di euro saremmo potuti arrivare ad un passo dal ponte autostradale, ma anche nei pressi dello svincolo Trani nord della statale 16. Purtroppo le somme a disposizione erano quelle, ma speriamo in un finanziamento futuro, anche per evitare eccessive accelerazioni sul tratto largo, che dovremo dotare di segnalatori e dissuasori».

Da quelli che sembravano i programmi di inizio progetto, si sarebbe dovuto procedere prima allo spostamento dei sottoservizi e poi alla realizzazione della strada. Qualcuno ha ritardato o creato ostacoli ai lavori? Maggio risponde così: «Ci siamo mossi per tempo con tutti, ma, in taluni casi siamo dovuti intervenire in maniera forte. Hanno risposto molto bene Italgas e Snam, con Amet abbiamo superato discussioni molto accese e concordato tutto. Decisamente più problematico il rapporto con Telecom, da cui sono molto deluso – fa sapere Maggio -, perché ha avuto con noi un atteggiamento arrogante che ancora oggi non ha portato a nulla. Telecom richiede un intervento finanziato da parte dell’amministrazione provinciale, ma i sottoservizi sono suoi e deve spostarli a spese sue».

Molte aziende del luogo, alla vigilia dei lavori, erano preoccupate dell’accesso alle stesse, «ma con il procedere degli interventi questo problema apare superato - conferma il dirigente provinciale -. Hanno dovuto cedere parte del loro terreno per ampliare la strada, ma, dopo un periodo in cui si pensava che la strada non si sarebbe fatta, quando effettivamente si sono resi conto che era determinazione della pubblica amministrazione arrivare alla costruzione della strada abbiamo avuto la massima collaborazione. Anche perché la realizzazione di una complanare potrà essere di sviluppo alle stesse attività produttive che hanno i loro stabilimenti sulla strada stessa». 


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