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AGGIORNATO. Morte di Biagio Zanni, le reazioni di Briguglio (Realtà Italia), Montaruli (Unimpresa) e Farano-Cirillo (Cad)

«Unendomi al dolore della famiglia colpita dal grave lutto per la scomparsa del caro Biagio, intendo sottoporre alla città, due importanti riflessioni», scrive Briguglio, capogruppo consigliare di Realtà Italia.
«La prima si riferisce a questioni da tempo note, più volte oggetto di denuncia ed al centro dell'agenda politica locale, ma mai risolte. Mi riferisco, naturalmente, alla carenza degli organici delle forze dell'ordine operanti in città con riferimento particolare al corpo dei vigili urbani. Credo sia giunto il momento di sollecitare il Prefetto della Bat, Clara Minerva, per evitare che nuovi episodi di cronaca possano attanagliare Trani. La nostra città va fortificata perché oltre ad essere un capoluogo di Provincia soprattutto nel periodo estivo si ritrova a dover far fronte con un consistente flusso di turisti. Evitiamo quindi che in futuro si possa avere il peggio e che si possa intervenire quando oramai ci è scappato il morto. Sarebbe inoltre opportuno rivedere l'impianto di videosorveglianza presente», scrive Briguglio. 
La seconda riflessione, invece, «si riferisce ad una città dove spesso vengono meno l'educazione, il rispetto delle regole, il buon senso, il senso civico. Le indiscrezioni raccolte, per ciò che concerne la morte di Biagio, parlano di un gruppo di minori. È evidente che in città dilaga il fenomeno del bullismo. Da padre di famiglia non mi sottraggo da consigliare ai genitori un maggiore controllo dei propri figli perché in una generazione sempre più deviata da stereotipi di vita sbagliati, è doveroso richiamare tutti alle proprie responsabilità e ai propri doveri. Con la vita non si scherza».
Il presidente di Unimpresa Bat, Savino Montaruli, scrive: «La notizia dell’uccisione del giovane tranese non ci lascia indifferenti. Unimpresa comunica l’estrema preoccupazione, in realtà ripetutamente annunciata dalla stessa associazione attraverso gli organi di informazione soprattutto negli ultimi anni e negli ultimi mesi, per la recrudescenza di alcuni fenomeni registrati in tutti i comuni della Provincia Bat nelle aree maggiormente frequentate dai giovani.Questo accoltellamento è il peggio che potesse accadere e che purtroppo è accaduto».
La nota di Montaruli continua: «Chiedere maggiore sicurezza in città è la cosa più ovvia che possa essere fatta e noi lo facciamo ripetutamente, non solo per i luoghi della movida ma anche per le periferie,ma evidentemente le forze in campo sono quelle; mentre è molto più opportuno concentrarsi sulla comprensione di quanto accade ogni giorno nelle nostre città e qui la cosa si fa molto più seria e complessa perché riguarda l’intera comunità».I commercianti della Provincia esprimono vicinanza e cordoglio alla famiglia Zanni ma si aspettano da parte delle istituzioni, a tutti i livelli, «un reale coinvolgimento, che rappresenti realmente un “Patto Sociale per la Sicurezza” dove ognuno, ciascuno faccia la propria parte e soprattutto collabori per ristabilire un clima di serena e pacifica convivenza».
L'omicidio del giovane trentaquattrenne tranese ha sconvolto una città che oggi chiede sicurezza, dei cittadini sgomenti e arrabbiati. Si attende la comunicazione ufficiale del lutto cittadino da parte del sindaco. Le associazioni appartenenti ad Unimpresa assicurano che saranno vicine alla famiglia anche in quella circostanza. 
Il centro di ascolto del disagio, Cad di Trani, nelle persone del coordinatore regionale Giuseppe Farano e cittadino, Luigi Cirillo, «nell’esprimere il più sentito cordoglio alla famiglia del ragazzo, vittima dell’insano gesto, evidenzia quanto sia necessario, in questo momento in cui la cronaca ci costringe a confrontarci con il malessere dei giovani, prevenire e curare il disagio sociale. Disagio che spesso nasce da una libertà eccessiva e mal gestita e che si manifesta con forme estreme come la solitudine e gli atti di bullismo e di violenza. Piaghe sociali che vanno arginate e debellate attraverso l’ascolto e l’educazione in quanto trattasi di un “male di vivere” che va letto, interpretato e compreso». Per questi motivi, il centro di ascolto del disagio, si mette a disposizione del territorio per arginare queste piaghe sociali. 
«Il Centro di ascolto del disagio, provinciale e cittadino, nello stigmatizzare il tragico episodio di cronaca verificatosi sabato notte sul porto di Trani,  si schiera al fianco dell’Amministrazione Comunale, del sindaco Amedeo Bottaro  e di tutti i cittadini, e si rende disponibile a collaborare affinché il disagio sociale non prenda il sopravvento e si manifesti nel peggiore dei modi. Il Cad continuerà ad organizzare sul territorio iniziative culturali, artistiche, scientifiche, studi e ricerche, corsi e seminari per coloro che, emarginati per condizioni soggettive, intendono procurarsi il reinserimento nel contesto sociale, arricchendo la propria conoscenza personale.Va potenziata la cultura dell’inclusione e l’interazione tra tutte le componenti della comunità educante senza tralasciare sorveglianza, sicurezza e regole più rigide». 

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