Apprendo, con grande amarezza, la notizia dell’uccisione di un giovane che, per sedare una rissa scoppiata in pieno centro a Trani, è stato attinto con una doppia coltellata all’addome ed è deceduto poche ore dopo presso l’ospedale di Andria.
Come padre e come cittadino, provo un'incommensurabile tristezza. Mi unisco al dolore che ha colpito la famiglia del giovane. Zanni Biagio. Era così che si chiamava. Impariamo a chiamare le vittime con i loro nomi. Per non dimenticare.
Così come si dovrebbe fare con i colpevoli, perché non c’è legge sulla privacy che tenga. I nomi dei responsabili dovrebbero essere pubblicati. Ognuno dovrebbe conoscere chi e cosa ha fatto. Questo Paese, con la scusa di garantire sempre più il sacrosanto diritto alla difesa, ha dimenticato la cosa più importante, il dovere, quello di garantire la sicurezza e la libertà di ogni cittadino, dei cittadini onesti di cui l’Italia è piena.
Al senso di amarezza si aggiunge dentro di me un sentimento di frustrazione e rabbia. Oggi infatti, nonostante i sacrifici sempre più estenuanti a cui veniamo sottoposti, avvertiamo un senso di impotenza. Si. Perché nonostante il nostro impegno, avvertiamo come la sicurezza, che dovremmo garantire, sia purtroppo diventata utopia. I tagli al comparto sicurezza stanno producendo i loro effetti devastanti. C’è tanta rabbia tra gli operatori di polizia, tra l’altro defraudati anche dei loro stipendi e dei loro diritti acquisiti. Continuano a raccontarci balle e a raccontarle ai cittadini. Questo è il paese dove si pagano più tasse ed è il paese dove lo stato garantisce servizi sempre meno efficienti.
Ho letto dello sdegno di quanto accaduto a Trani. Ogni giorno leggo di gente che muore e della nostra classe politica che, a dirla come cantava De André, «si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità». Forse non tutti sanno che le forze di polizia, a causa dei tagli lineari, a causa del mancato turn over, oggi non è più in grado di garantire sicurezza. È recente la proposta di chiudere 23 Questure su tutto il territorio italiano, oltre ai numerosissimi presidi di polizia (Polfer, Polpost, Squadre nautiche, ecc.) già fatti sparire con un colpo di penna.
La politica, che taglia indiscriminatamente sulla sicurezza del cittadino, è l’unica responsabile di quanto accade quotidianamente nel nostro paese. Qualcuno ha il coraggio di raccontare ai cittadini la verità? Il Ministro dell’Interno Alfano, nella sua conferenza stampa di Ferragosto parla di reati in calo: «L’Italia resta un posto sicuro in cui vivere». Queste le sue dichiarazioni. False. Basta farsi un giro per le città, chiedere alla gente comune per accorgersi che la sensazione, la percezione di insicurezza è aumentata. A breve i reati non saranno più accertati né tantomeno denunciati e l’Italia, dal punto di vista della statistica, sarà un paese sicuro. Già. Perché oggi l’importante sono le statistiche. Chiacchiere. Del peggior tipo. Perché parliamo di sicurezza. La sicurezza è un diritto, e un diritto non si taglia.
La provincia di Bari oggi ha commissariati come Corato o Canosa di Puglia dove, a causa della carenza atavica di personale, non tutta la giornata ha la copertura della volante. Capita magari di richiedere l’intervento della polizia e di vedersi arrivare personale della vigilanza. E non è raro di aver bisogno urgente di una pattuglia che interviene solo dopo ore. Stessa sorte tocca al commissariato di Trani. Tra personale in pensione e personale indisponibile per vari motivi, la polizia non può più garantire la propria presenza costante sul territorio perché oltre ai mezzi, mancano gli uomini.
A tal proposito, la Segreteria Provinciale Consap di Bari, nei giorni scorsi ha incontrato il Questore Antonio De Iesu, per lamentare, tra l’altro, la carenza di risorse umane nella provincia di Bari per garantire sicurezza sul territorio. Il questore di Bari, nonostante abbia condiviso e preso atto delle nostre rimostranze, non ha potuto far altro che confermare i numeri presenti sul territorio.
È giunto il momento di dire basta. Bisogna tornare a garantire presenza sul territorio.
Bisogna fornire agli operatori strumenti e mezzi tecnologicamente avanzati per fronteggiare una criminalità sempre più evoluta e spregiudicata. Come diceva qualcuno, la sicurezza è un investimento, non una spesa e oggi non si investe più in sicurezza, lasciando i cittadini sempre più soli, sempre più insicuri.
La Consap di Bari, è fatta da uomini, cittadini, che non ci stanno più a queste condizioni. È giusto che si sappia qual è l’amara verità, bisogna che tutti si prendano le proprie responsabilità e diano le giuste risposte ad ogni cittadino!
Metteremo in atto ogni possibile forma di protesta perché ci si torni ad occupare seriamente di sicurezza come un diritto, un diritto per tutti. Basta chiacchiere. Vogliamo uomini.
Il segretario generale provinciale - Eustachio Persia
