Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale abbiamo approvato un bilancio di previsione 2015 improntato al rigore ed al risanamento dei conti. Proprio in virtù delle scelte rigorose adottate in bilancio abbiamo dovuto varare alcune misure inevitabilmente impopolari.
Sicuramente avremmo voluto cominciare la nostra azione amministrativa in modo diverso. Avremmo preferito poter presentare e approvare una manovra economica in cui incrementare le risorse per favorire il rilancio delle attività produttive, in cui poter mettere in campo azioni per lo sviluppo e il progresso della Città.
Ma purtroppo quello che è stato presentato dall’Amministrazione è un bilancio che è nato fortemente condizionato da due fattori oggettivi.
In primo luogo è nato condizionato dal fatto di essere approvato alla fine di settembre, quando cioè non si poteva programmare granché ma si doveva inevitabilmente tenere conto delle scelte e degli impegni di spesa già effettuati nei nove mesi trascorsi; si è dunque dovuto tenere conto di scelte imputabili per lo più alla vecchia amministrazione ed alla gestione commissariale che ci ha preceduto sino alla metà di giugno.
In secondo luogo la manovra economica è stata fortemente condizionata dalla gravissima situazione economica che abbiamo ereditato. Chi ha amministrato la Città prima di noi l’ha lasciata sull’orlo del dissesto economico e finanziario, e questa situazione è indiscutibile. Infatti la situazione di pre-dissesto in cui abbiamo trovato la Città è stata certificata dalla Corte dei Conti che ha peraltro adottato misure severissime nei confronti del Comune di Trani (tutt’oggi perdura il vincolo che impone all’Amministrazione di limitare gli impegni alle sole spese obbligatorie per legge). Un bilancio dunque condizionato dalle misure di rigore che si sono dovute adottare, nonché dai nuovi adempimenti contabili imposti dalla legge (si pensi al ri-accertamento straordinario dei residui e, soprattutto, alla riconciliazione dei bilanci tra Comune e società partecipate in ossequio al principio di veridicità dei bilanci).
Tuttavia l’adozione di un bilancio di rigore e di risanamento, diretto a mettere in sicurezza i conti del Comune, oltre ad essere un passo necessario e obbligato, costituisce anche un punto di partenza per poter iniziare con serietà a programmare il rilancio della nostra Città. Per questo con senso di responsabilità abbiamo concorso ad approvare il bilancio.
Allo stesso tempo però abbiamo chiesto al Sindaco ed alla sua Amministrazione di fare ogni sforzo per introdurre misure di maggiore perequazione sociale, soprattutto per andare incontro a chi si trova in situazione di forte disagio economico e sociale, pensando in particolare a quei concittadini che, pur trovandosi oggi nelle condizioni di legge, non hanno potuto presentare l’istanza di esenzione per la TARI.
Abbiamo inoltre chiesto di cominciare subito a discutere del bilancio di previsione 2016, coinvolgendo nella discussione non solo le forze politiche ma anche i cittadini, attraverso le associazioni e le categorie professionali. Solo in questo modo consentiremo ai cittadini di diventare protagonisti delle scelte che li riguardano, chiamandoli a decidere come destinare le risorse disponibili.
Il segretario Nicola Amoruso e il gruppo consiliare del Partito Democratico di Trani

