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Trani inspiegabile: sulla morosità incolpevole, neanche una domanda di accesso ai contributi. Riaperti i termini fino a capodanno, a rischio 41mila euro

Paradossi di una città in grave difficoltà economica: nonostante la disponibilità di un fondo regionale anche abbastanza robusto, pari a 41mila euro, a Trani nessuno ha proposto domanda per accedere ai contributi in favore degli inquilini colpiti da morosità incolpevole. E, così, il Comune ha riaperto i termini per la presentazione delle domande, estendendoli fino al 31 dicembre. Dopo quella data, però non sarà più possibile procedere e, pertanto, i fondi non assegnati saranno restituiti alla Regione Puglia e Trani rischia di perderli definitivamente.

Quello che è accaduto davvero è difficilmente spiegabile soprattutto perché, quantunque si possa anche concedere ai singoli cittadini il beneficio di non conoscere l'opportunità a loro disposizione, appare impossibile che i pur numerosi patronati presenti in città non abbiano informato alcuno dei loro assistiti circa questa occasione, non preoccupandosene per nulla. Una circostanza viepiù incomprensibile nella misura in cui la prima determinazione dirigenziale, per l'apertura del bando, risale al 22 aprile, mentre l’avviso pubblico fu diffuso il 22 maggio e proponeva, quale data di scadenza, il 30 settembre: in altre parole, in quattro mesi, il nulla.

Un mistero sul quale ci si augura qualcuno fornisca chiarimenti, soprattutto in un momento storico in cui tutti si stanno lamentando dell’aumento della Tari e si stanno valutando, fra le altre, agevolazioni anche in favore di chi, nel frattempo, si trova in una situazione di morosità incolpevole. A maggior ragione, sorprende che l'accesso diretto ai contributi per questo tipo di problema sia stato totalmente ignorato.

Per la cronaca, si definisce morosità incolpevole la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo, a seguito della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. Le circostanze che possono determinare questa condizione sono le seguenti: licenziamento; cassa integrazione; riduzione dell’orario di lavoro; malattia grave; infortunio; decesso di un familiare. In generale, viene riconosciuto il diritto alla morosità incolpevole a famiglie vittime di una riduzione del reddito, oppure incapaci di affrontare le normali spese mediche ed assistenziali. A differenza del contributo regionale per il cosiddetto “fitto casa”, per questa fattispecie non è previsto un eventuale cofinanziamento del Comune. 

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