Emanuele Tomasicchio, consigliere d’opposizione, nella sua conferenza stampa, si è detto assolutamente in disaccordo con la «decantata discontinuità da parte di Bottaro. Non c’è alcun cambiamento nel modo di procedere di questa amministrazione rispetto alle precedenti, contro le quali l’assessore alle finanze si scaglia ma tenendo accanto la dirigente che negli ultimi anni si è resa corresponsabile di ciò che è successo».
All’ultimo consiglio comunale, l’ex candidato sindaco ha rivolto diverse domande all’amministrazione, tutte rimaste senza risposte: «Ho trovato una violazione perché la legge dice che se non si approva il bilancio consuntivo entro il 30 aprile, l’ente si trova in una fase di deficit strutturale: fino al 22 luglio, i contratti di lavoro a tempo determinato erano da considerare risolti di diritto. Se il dirigente di ragioneria rientrasse tra questi, gli atti compiuti su sua proposta, sono validi o no? L’assessore alle finanze ha detto che il comune non era in deficit strutturale, mentre non è così».
L'altra osservazione di Tomasicchio è la seguente: «La legge dispone che il rendiconto debba essere accompagnato dalla certificazione dei Revisori dei conti per la quale i debiti e crediti con le aziende partecipate debbano trovare corrispondenza con gli atti contabili. Di questo, però, nel bilancio consuntivo non c’è traccia, e questo è uno dei motivi per cui i revisori esprimono parere non favorevole sul rendiconto. Di conseguenza, se il bilancio di previsione si fonda su un rendiconto non corretto, se ne rischia la nullità. Purtroppo, a tali osservazioni, sia l’assessore, sia il dirigente, durante il dibattito in aula, non hanno fornito alcuna risposta».
Tomasicchio è stato polemico anche sulla gestione dei fitti attivi: «Cosa fa il comune per riscuoterli? C’è gente che non paga fitti dei palazzi comunali e continua a rimanerci dentro. Addirittura, nel caso della Lampara (come riferito durante Appuntamento con Trani di domenica scorsa, ndr), c’è una cooperativa di ex lavoratori che dice di pagare i debiti pregressi. Sul palazzo del Giudice di Pace, addirittura, c’è un privato al quale il comune paga i lavori straordinari di manutenzione».
E la manovra sulla Tari, sarebbe solo un espediente «per ricapitalizzare i bilanci dell’Amiu. Noi spenderemo per il contratto di servizio 11milioni e 750mila euro per una città che è sporca».
Sul piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari 2015-2017, non c'è traccia della strettoia della polveriera «per la quale il Tar, a seguito di una causa di un mio cliente, ha ordinato l'allargamento di un terreno che non è del demanio, come hanno detto, ma del Comune».
«Altro che ordine - conclude Tomasicchio - nel Comune regnano il caos e l'approssimazione».
Federica G. Porcelli



