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Conti pubblici di Trani, la replica dell'assessore De Biase al consigliere Tomasicchio: «La sua è una pericolosa e sterile polemica»

«Quella sollevata dal consigliere comunale Emanuele Tomasicchio è un’inutile, sterile e pericolosa polemica». L’assessore alle finanze del Comune di Trani, Angelo De Biase, replica, punto su punto, alle dichiarazioni del consigliere di minoranza.

«Mi preme evidenziare che, nei tempi stabiliti dai regolamenti comunali, ad ogni consigliere sono stati notificati, in formato elettronico tutti gli atti, documenti e quant’altro necessario per renderli edotti sui provvedimenti all’ordine del giorno dell’ultima seduta consiliare, compresi tutti i documenti a corredo del conto consuntivo 2014 ovvero, le relazioni al rendiconto, a firma del dirigente dell’Area finanziaria, e quella redatta dall’organo di revisione. È da precisare che il conto consuntivo del Comune di Trani per l’esercizio 2014 è stato approvato dal commissario straordinario con deliberazione numero 43 del 22 luglio 2015 dove è stato richiamato anche il parere dei revisori registrato al protocollo del Comune il giorno 25 giugno 2015 e il successivo parere integrativo reso in data 20 luglio 2015. Appare, quindi, strumentale e pretestuosa la denuncia del Consigliere Tomasicchio sull’assenza di tali documenti agli atti del Consiglio comunale».

Per De Biase è anche strumentale e pretestuosa l’affermazione riferita da Tomasicchio sullo stato di deficit strutturale in cui si sarebbe trovato il Comune dal 30 aprile 2015, termine per l’approvazione del consuntivo 2015, e quella del 22 luglio 2015, giorno in cui il commissario lo ha approvato. «Se così fosse stato – spiega De Biase - il commissario straordinario, che è un alto funzionario dello Stato, si sarebbe adoperato per approvare il documento in tempo utile. Ricordo inoltre che, lo stato di deficit strutturale, deve essere contestato da un organo superiore, circostanza che a Trani non si è verificata, non ricorrendone le condizioni».

Il consigliere Tomasicchio ha contestato anche l’operazione di riaccertamento straordinario dei residui, voluta dalla legge, sulla eliminazione di 13 milioni di crediti e di 30 milioni di debiti. «È evidente che, anche in questo caso, il consigliere non ha approfondito le sue ricerche» ribatte De Biase. «Sia nella delibera numero 31 della giunta comunale dell’11 agosto 2015 e sia nella delibera di approvazione del bilancio di previsione dell’esercizio 2015 è stato dato atto che sono stati eliminati poco più di 3 milioni di euro di crediti (e non 13) non correlati ad obbligazioni giuridiche perfezionate, analogamente alla eliminazione di poco più di 14 milioni di euro di debiti (e non di 30 milioni) non correlati ad obbligazioni giuridiche perfezionate, il che vuol dire che le amministrazioni precedenti avevano conservato impropriamente queste somme. Una attenta valutazione dei documenti a disposizione avrebbe consentito al Consigliere Tomasicchio di verificare che le differenze di cifre si riferiscono agli importi dei residui cancellati perché reimputati agli esercizi in cui sono esigibili, così come prescritto dalle vigenti disposizioni di legge in materia di contabilità degli Enti locali».

Spostando l’attenzione sulla questione Tari, è noto a tutti che con il sequestro della discarica, da settembre dell’anno scorso i rifiuti della città vengono conferiti in discariche di altri Comuni, con aumento anche delle spese per il loro trasporto e smaltimento. «Inoltre – prosegue De Biase - il piano economico finanziario presentato dall’Amiu e approvato dal commissario straordinario, prevede dei costi maggiori rispetto a quelli degli scorsi anni. Poiché la legge impone ai Comuni di coprire l’intero costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti con il gettito della Tari, le relative tariffe sono state “adeguate” allo stesso piano economico finanziario. Pertanto, non si può parlare di aumento della Tari per finanziare la ristrutturazione dell’Amiu, come erroneamente affermato dal consigliere di minoranza, tanto più ove si consideri che nel bilancio 2015, approvato dal Consiglio comunale, è stato accantonato a carattere prudenziale, come previsto dalla legge, il fondo per il ripiano del saldo finanziario negativo registrato dall’Amiu per l’esercizio 2014».

Anche per quanto riguarda il palazzo di via Montegrappa, De Biase fornisce chiarimenti: «L’immobile è ancora nella piena ed esclusiva proprietà dell’Amet». «Quanto alle accuse mosse ai dirigenti dell’Ente – conclude l’assessore - si rammenta che la situazione contabile posta sotto osservazione dalla Corte dei Conti si riferisce agli esercizi 2011 e precedenti».

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