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Botta, risposta e controreplica. Tomasicchio a De Biase: «Lei dà la zappa sui piedi a tutta la maggioranza di Trani»

Prendo atto della risposta dell’assessore alle finanze che, in realtà, non solo non risponde a nulla ma – addirittura – si dà la zappa sui piedi e la dà anche a tutta la maggioranza.

Vediamo perché. I documenti che cita l’assessore (parere dei revisori del Comune) confermano l'assoluta inadeguatezza dell’amministrazione: nel verbale citato dall’assessore del 25 giugno 2015, i revisori danno parere negativo sul conto consuntivo poi approvato dal Commissario; nell’integrazione (che infatti èsolo integrazione, non asseverazione, caro il mio Assessore) del 20 luglio 2015, i revisori, oltre che confermare il parere negativo, non asseverano un tubo ed, anzi, dicono testualmente «in merito alla situazione debitoria dell’Ente e alla posizione dei debiti e crediti nei confronti delle partecipate, riservandosi circa la veridicità di dati e notizie (poiché i verbali di Amet ed Amiu erano stati presentati su "fogli liberi" e non con copie conformi, come vuole la legge), contenuti nei documenti sociali di alcune delle società partecipate surrichiamate, invita l’Ente ad adottare tutte quelle azioni tese a riscuotere i crediti vantati ed ad ottemperare agli impegni che lo stesso ha inteso riconoscere. Alle 15.15 terminano i lavori». Dov’è la asseverazione? Esiste un altro verbale dei revisori del 20 luglio? Se esiste, gradirei vederlo e, se vi fosse l’asseverazione dei conti, non esiterei un secondo a chiedere pubblicamente scusa a tutti. Attendo risposta.

Ricordo che la asseverazione è una sorta di certificazione con cui i revisori dei conti attestano che i dati di bilancio trovano rispondenza negli atti contabili. A dire che il Comune è entrato in situazione di deficit strutturale non è il sottoscritto ma sono la Legge (art. 243, co. 6, lett. b, Tuel), la Corte dei Conti quando parla della situazione del Comune di Trani e la Giurisprudenza (es., Corte dei Conti, Sez. Controllo per la Puglia, n. 170/2010; Corte dei Conti, Sez. Controllo per il Molise, n. 18/2010). Inoltre, lo dice il Principio Contabile n. 3 per gli Enti Locali, approvato dall’Osservatorio il 12.03.2008, al punto n.18: «La mancata approvazione del rendiconto nei termini determina, sino all’adempimento, la condizione di ente locale strutturalmente deficitario». Non sappiamo chi abbia suggerito all’Assessore, che probabilmente paga lo scotto della sua evidente inesperienza in campo amministrativo, di affermare che a «contestare la stato di deficit strutturale debba essere un organo superiore»: forse è una legge approvata stanotte dal Governo Renzi, perché fino a ieri non esisteva.

Assessore, assessore, lo stato di deficit strutturale interviene ex lege (automaticamente, per capirci), senza che nessuno debba contestarlo o dichiararlo. Quindi, il Comune di Trani è entrato automaticamente in deficit strutturale dal primo maggio al 22 luglio 2015: su ciò non vi sono dubbi di sorta. Aggrapparsi al fatto che se non lo ha rilevato il Commissario Straordinario allora vuol dire che il deficit non c’era è una balla colossale: il Commissario può aver sbagliato come ognuno di noi. Basti ricordarsi di quel che fece la Commissione Prefettizia nel 1993/94 a Trani (vedi piazza Stazione). Dimenticavo, Ella non è tranese ed in quegli anni chissà dove si trovava.

Quanto alla responsabilità dei dirigenti, è la Corte dei Conti che dice chiaro e tondo che le gravi irregolarità (che investono certamente e soprattutto le amministrazioni precedenti) sono ravvisabili anche negli ultimi anni: «è stato approvato oltre il termine di legge anche il rendiconto 2012. Analogo ritardo si riscontra in relazione al rendiconto 2013, anche considerando la proroga al 30 giugno 2014». Tutto ciò conferma, in modo evidente, l’esistenza in materia di una grave criticità strutturale non ancora superata (pag. 7, rigo 12 e seguenti, della delibera della Corte dei Conti del febbraio 2015). Allora, Assessore?

Quanto alle cifre da me riportate su crediti e debiti cancellati, sono i numeri che avete riportato voi in delibera e non serve giocare sugli spostamento da una colonna all’altro Alla domanda non avete in alcun modo risposto: «esistono o no le motivazioni dei Dirigenti sulle motivazioni delle cancellazioni?» Anche se fossero solo 3 milioni di euro di crediti cancellati, vi pare poco? La legge impone di motivare adeguatamente e compiutamente le cancellazioni (Principio contabile liquidazioni par. 6.1), così come impone le Attestazioni, sotto la loro responsabilità, dei Capi Servizio: dove stanno? Allora, Assessore? Sulla Tari vale ciò che ho detto in Consiglio Comunale: Bisceglie è grande quanto Trani, ha lo stesso numero di abitanti e, pressappoco, la stessa percentuale di raccolta differenziata. Eppure, il servizio costa tre milioni di
euro in meno. Domanda: se i soldi fossero stati i Vostri e non della collettività, Voi li avreste spesi in questa maniera o avreste investito come a Bisceglie ? Ecco la differenza culturale fra la mentalità di sinistra e quella liberale.

Il più grande Presidente della Repubblica che l’Italia abbia mai avuto, il grande liberale Luigi Einaudi, pronunciò una frase rimasta famosa (per chi ha studiato, naturalmente): «Bisogna conoscere per deliberare». Ah, dimenticavo, lo scrisse in un libro intitolato «Le prediche inutili».

Emanuele Tomasicchio - consigliere comunale


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