La decisione del Trani di rimanere in silenzio stampa ha decisamente spiazzato gli organi di informazione, che invece si aspettavano un clima di distensione, oltre a qualche necessario chiarimento dopo le recenti polemiche.
E tutto pareva perfetto grazie alla vittoria ottenuta contro il Mesagne, che ha proiettato la squadra verso altre dimensioni di classifica, tenendo conto del fatto che il Trani ha 8 punti in graduatoria ed una partita da recuperare.
Quello che è accaduto alla fine della partita, però, ha evidentemente inciso sugli stati d'animo. I giocatori sono andati sotto la gradinata a salutare i tifosi, ma una parte di questi avrebbe contestato la società e, a quanto pare, anche rimproverato i ragazzi, chiedendo loro di più e, soprattutto, affermando che Trani merita di più.
Nel momento in cui si stava giungendo ad un chiarimento, si sarebbe frapposto nella discussione il direttore sportivo Longo, il quale avrebbe invitato gli atleti ad abbandonare la conversazione e ad andare negli spogliatoi: il suo comportamento avrebbe irritato i tifosi ed esacerbato gli animi.
E, forse, proprio da qui sarebbe nata la decisione dello stesso Longo di non fare parlare nessuno. Lo stesso diesse è parso al cronista molto nervoso, come lo era stato in gara, meritando un’inevitabile espulsione dopo essere schizzato in campo, dalla panchina, per protestare per un rigore (forse anche giustamente) non dato.
Istituito il silenzio stampa fino a data da destinarsi, all'uscita dello stadio, però, Francesco Musacco, capitano del Trani, si è intrattenuto con un gruppo di tifosi, prevalentemente della tribuna. Questi si sono affrettati a chiarire al portiere che il loro risentimento, in questo momento, è solo contro la società: «Purtroppo questo gruppo non ci dà garanzie - hanno detto all'estremo difensore -, e noi temiamo che, da un momento all'altro, decidano di mollare tutto dietro il paravento di questa storia poco chiara dei debiti della società precedente».
Musacco ha risposto rimproverando i suoi interlocutori: «Nessuno di voi e degli altri, però, giovedì scorso ha avuto il coraggio di parlare in faccia ai dirigenti per manifestare queste perplessità. Non dovete farlo con noi, che ci stiamo impegnando e stiamo ottenendo anche dei risultati importanti, mentre avete avuto l'occasione per farlo durante quella conferenza stampa, aperta ai tifosi, ma non mi è parso di vedere alcuno prendere posizione».
Il portiere ha difeso, soprattutto, la prestazione dei suoi compagni di squadra: «Questa vittoria è il frutto del lavoro e del sacrificio di tutto il gruppo. Non voglio parlare di me stesso, perché sono abituato a ricevere applausi e critiche, alle quali non rispondo mai, ma i ragazzi oggi hanno dato tutto e non meritavano assolutamente le censure di quella parte dei tifosi: da questo punto di vista, posso anche comprendere lo sfogo del direttore sportivo. Per il resto, io devo solo pensare a giocare a pallone, così come i miei compagni di squadra, ed è un dato di fatto che questa squadra, finora, ha giocato cinque partite, ne ha persa una sola, ne deve recuperare un'altra e, se dovesse vincerla, sarebbe lì con le prime. Forse i tifosi dicono di meritare di più, ma anche noi – ha concluso il capitano - meritiamo rispetto».
Quanto vi abbiamo riferito è accaduto nella pubblica strada. Lo chiariamo a beneficio della società, perché sappia che Musacco ha pienamente rispettato le disposizioni del sodalizio e ha solo parlato con i tifosi: i cronisti, presenti per fare il loro lavoro, si sono solo limitati a riportare i fatti.


