C’è poco tempo a disposizione, ma il progetto è delineato e Trani vuole provare a fare il colpaccio. Così, la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo per la partecipazione della città e delle sue scuole al Piano nazionale scuola digitale, per la realizzazione dei cosiddetti “Laboratori territoriali per l’occupabilità”. La collaborazione in rete, tra scuole di secondo grado, consentirà di presentare un progetto che, se dovesse risultare vincente, otterrebbe un finanziamento di 750.000 euro che rappresenta una quota parte dei 45 milioni complessivi che lo Stato mette in campo nella riforma della cosiddetta “Buona scuola”.
Infatti, il Ministero dell'istruzione, università e ricerca promuove la realizzazione di laboratori «che dovranno svolgere la funzione di luoghi di incontro sperimentazione tra vecchie e nuove professioni, nonché pratica dell’innovazione in tutte le sue espressioni: tecnologica, sociale ed individuale». Una nuova generazione di laboratori, aperti anche in orario extra scolastico, pensati per essere palestre di innovazione e spazi in cui mettere in campo attività di orientamento al lavoro e di alternanza, ma anche progetti contro la dispersione scolastica e per il recupero dei “Neet”, i giovani non inseriti in percorsi di studio, né nel mondo del lavoro.
La realizzazione dei laboratori è finanziata dalla recente legge del 13 luglio 2015 e prevede, come dicevamo, un contributo massimo attribuibile di 750.000 per progetto. Le proposte presentate, sotto forma di manifestazione d’interesse, possono essere formulate da istituzioni scolastiche ed educative statali secondarie di secondo grado, che si costituiscano in reti di almeno tre scuole. Per concorrere al finanziamento, è necessario il coinvolgimento di almeno un ente locale del territorio di appartenenza, di un ente pubblico e di altri soggetti , pubblici e privati, anche in qualità di co-finanziatori.
La valutazione dei progetti terrà conto in particolare della capacità di favorire il rapporto con il mondo del lavoro e di contrastare la dispersione e diffondere le nuove competenze, fra cui quelle digitali. L'apertura anche in orari diversi da quelli delle lezioni sarà un altro parametro fondamentale per l'approvazione dei progetti insieme alla compartecipazione di realtà che appartengono al territorio.
Tra i requisiti di ammissione, è prescritta la disponibilità, in capo ai soggetti partecipanti, di spazi per la realizzazione dei laboratori. Il 22 settembre scorso, nel Palazzo di Città, si è tenuto un incontro fra tutti gli istituti scolastici del territorio comunale, allargato alle associazioni, enti e cittadinanza, per discutere del progetto ed accertare la possibilità di aderirvi. Dalla riunione è emersa la disponibilità di tutte le scuole superiori di Trani ad aderire al progetto, individuando l’Istituto tecnico Aldo Moro quale soggetto capofila. Il Comune di Trani sarà parte attiva del progetto, ponendo a disposizione del consorzio scolastico un immobile idoneo per realizzare il laboratorio territoriale dell’occupabilità: tale disponibilità durerà per almeno dieci anni.
Pertanto, la giunta ha dato mandato al dirigente di definire la manifestazione di interesse del Comune di Trani a partecipare al Piano nazionale della scuola digitale entro la scadenza del prossimo 16 ottobre.


