«Di autonomia scolastica si parla da quindici anni, nonostante il progressivo taglio delle risorse. Questa legge non appare scritta bene, a cominciare dall'incipit, ma si pone alcuni obiettivi chiari e li raggiungerà».
Così Loredana Leoni, dirigente scolastico della segreteria tecnica, del Ministero dell’istruzione, nel corso del seminario su «La legge 107 del 13 luglio 2015: merito e valutazione, innovazione didattica, alternanza scuola-lavoro», tenutosi ieri presso il Liceo classico, linguistico e delle scienze umane "Francesco De Sanctis".
Quali dunque, i capisaldi della cosiddetta “Buona scuola”? «In primo luogo – risponde l’ospite -, innalzare il livello di competenze degli studenti, ed ancora prevenire la dispersione scolastica e recuperare gli abbandoni. E, soprattutto, garantire il diritto allo studio e l'istruzione permanente. Al centro della riforma c'è lo studente, l'obiettivo prioritario è l'autonomia e, soprattutto, questa volta ci sono le risorse».
Il capitale umano più rilevante sarà quello dei docenti: agli attuali, se ne aggiungeranno subito 50mila, poi si arriverà a circa 180mila nel piano triennale dell'offerta formativa. I finanziamenti (25mila euro per ogni scuola) riguarderanno anche la tecnologia, per esempio estendendo l'uso dei tablet nelle classi, e l'alternanza scuola-lavoro «non più elitaria ma sempre più estesa. Merito e valutazione, nonché innovazione didattica – ha concluso Leoni - sono gli aspetti qualificanti della legge sulla Buona scuola».
Ha introdotto l’incontro Grazia Ruggiero, dirigente scolastico del liceo De Sanctis. Sono intervenuti anche Eugenio Scardaccione, dirigente scolastico e membro dell'Andis (Associazione nazionale dirigenti scolastici) di Puglia, e Michele Giammatteo, dirigente scolastico e membro dell'Andis Basilicata.
Per il dirigente scolastico del liceo tranese, «le risorse che avremo sono importanti, ma il gioco di squadra del capitale umano è fondamentale. Poi – conclude Ruggiero -, la scuola dovrà essere non più quella che si fa nell’edificio, ma nel territorio».






