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Firmato il protocollo per la differenziata fra Trani e Conai. Bottaro: «In un anno spariranno i bidoni dalla città»

Firmato stamani il protocollo d'intesa tra il comune di Trani ed il Conai, il consorzio nazionale imballaggi, per un nuovo piano di smaltimento dei rifiuti, che ha come priorità la raccolta differenziata.

Entusiasta il sindaco, Amedeo Bottaro, che ricorda come già nel mese di agosto avesse dato l'incarico all'Amiu di redigere un piano esecutivo per la raccolta differenziata, sulla base di quanto deciso in sede dell'Aro (Ambito raccolta ottimale), insieme con i comuni di Barletta e Bisceglie: «L'avvio del dialogo con il Conai è nato durante la Fiera del Levante e l'accordo si è definito in soli trenta giorni, un record. La novità più importante è che il Conai ha redatto in prima persona il progetto e parteciperà al 50 per cento delle spese di informazione e sensibilizzazione. In questo modo, in pochi mesi avremo il progetto esecutivo e lo presenteremo alla città. Entro pochi mesi, nell'arco di un anno, faremo la raccolta differenziata su tutto il territorio, facendo scomparire i cassonetti da tutta la città. Sappiamo che Trani non è abituata, ma ci crediamo e ci riusciremo. Nel frattempo, ci doteremo delle attrezzature e avvieremo un lavoro di equipe dei cui risultati sono certo». Il primo cittadino fa sapere che il piano sarà già pronto entro novembre, «per raccogliere subito le osservazioni ed approvarlo in consiglio comunale. Per l'attivazione, confidiamo sull'inizio di gennaio e procederemo per step brevissimi, ma per step».

Soddisfatto anche Fabio Costarella, responsabile area Sud del Conai: «Il piano è già in fase di predisposizione. La stesura e la concertazione si definiranno entro marzo, quindi il servizio partirà a cura dell'Amiu, dato che la sua presenza all'interno di questa città è un vantaggio». Il piano è partito anche in altre città, come Andria, Salerno, Catanzaro, ma Costarella precisa che: «Noi svolgiamo queste attività obbligatoriamente, ma solo sulla base di garanzie affinché il progetto si faccia davvero. E le risorse le spenderemo solo quando il servizio sarà realmente attivato». E conferma il lavoro graduale che va fatto per sensibilizzare i cittadini: «Sicuramente dovremo procedere per step. La comunicazione sarà fondamentale, il controllo spetterà all'amministrazione».

«Dietro questo protocollo c'è una attività intensa, e Trani ha dato un indirizzo chiaro sulle previsioni di raccolta» ha spiegato Antonello Antonicelli, dirigente dell’area per la tutela e la sicurezza ambientale della Regione Puglia, che prosegue: «C'è un cambio di interesse rispetto al passato che la Regione valuta molto positivamente. La Regione Puglia è pronta a fare la sua parte per il finanziamento del materiale». Secondo le previsioni di Antonicelli, la raccolta dell’umido dovrebbe avvenire quattro volte per settimana, quella dell’indifferenziato due volte a settimana. Il vetro non avrà più le “campane stradali”.

La percentuale di raccolta differenziata che si raggiungerà dipenderà da «personale, mezzi e risorse. Si potrà raggiungere entro sei mesi o un anno, e in base a questo valuteremo l'aumento», spiega Costarella. Gli incentivi per i cittadini che riciclano di più e consumano di meno sono previsti, ma solo a seguito del consolidamento del sistema, come chiarisce Bottaro: «Poi potremo passare alla tariffazione puntuale, vale a dire ognuno paga per ciò che smaltisce, attraverso le buste con codice a barre». L’obiettivo finale è quello del 65 per cento, non irraggiungibile se si considera che la vicina Barletta ha una percentuale del 75.

Inoltre, Bottaro vorrebbe il compostaggio, ma dice che «la decisione va assunta con gli organi del territorio e con la Regione. Siamo moderatamente ottimisti».

Sul piano finanziario, Alessandro Guadagnuolo, l’amministratore unico dell'Amiu, è cauto: «Quello da 11 milioni è relativo al 2015, questi influiranno sul 2016, ne valuteremo l'entità». Al momento, non si può parlare di nuove assunzioni in casa Amiu, ma, conclude Guadagnuolo «fra uomini e mezzi, dobbiamo essere concorrenziali».

Federica G. Porcelli

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