Con riferimento al Registro tumori presentato oggi, nel corso del Forum della salute si sono forniti ulterori dettagli sul punto.
Incidenza e mortalità
Rispetto alle neoplasie globalmente intese, sia negli uomini, sia nelle donne, si osserva una incidenza più alta di quella del pool dei registri tumori meridionali, ma più bassa di quella di tutte le macro aree. La mortalità è in linea con il sud nelle donne e più bassa negli uomini e, in entrambi i sessi, più bassa di quelle delle altro macro-aree.
Sopravvivenza
Sia nei maschi, sia nelle femmine la sopravvivenza nella provincia Bat è in linea con quella stimata nel centro nord ed è più alta di quella del sud. Per i tumori infantili, la sopravvivenza è in linea con l'atteso nazionale. Va però precisato che la sopravvivenza nella nostra provincia si riferisce ad una casistica incidente posteriore di circa un quinquennio rispetto a quelle utilizzate per i confronti nazionali, quindi una differenza può essere dovuta miglioramenti terapeutici. Una sopravvivenza più bassa di quella registratasi sia al sud, si al centro-nord è stata registrata per i tumori del collo dell'utero, dell'ovaio, della vescica, di colecisti e vie biliari, nonché per il melanoma.
Tumore del fegato
Per il tumore del fegato, nella Bat, si registra un’incidenza più alta sia di quella riscontrata a livello nazionale, sia di quella riscontrata livello meridionale. Il tumore del fegato è il quinto per incidenza e il secondo per mortalità negli uomini, il quinto per incidenza e il terzo per mortalità nelle donne. Quello del fegato è, inoltre, il principale tumore per il quale si riscontra una mortalità più alta di quella del sud Italia in nazionale per entrambi i sessi. La sopravvivenza è più alta di quella stimata nel resto d'Italia.
Mieloma
Nel caso del mieloma si osserva un’incidenza più alta in entrambi i sessi rispetto ai confronti nazionali, ma la mortalità è in linea con l'atteso. La sopravvivenza nella nostra provincia è particolarmente elevata.
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«Questo secondo rapporto da una parte testimonia la continuità dell'analisi ed approfondimento e, dall'altra, ci pone di fronte a nuove domande, sfide ed obiettivi da raggiungere - dice Ottavio Narracci, direttore generale dell'Asl Bt -. Questo rapporto si arricchisce di dati, fornisce informazioni preziose sui trend di incidenza e mortalità e delinea stime di prevalenza più vicine nel tempo. Rappresenta. Quindi, uno strumento molto più che prezioso nelle mani di chi amministra la sanità e la salute delle istituzioni medici di base e tutti i soggetti che a vario titolo sono impegnati nella costruzione dello stato di salute risponde anche alla domanda di conoscenza dei cittadini, che hanno la possibilità di avere informazioni dettagliate sulle proprie condizioni di salute. L'obiettivo del rapporto, infatti, è raggiungere un pubblico ampio e diversificato, nella convinzione che solo lo scambio di informazioni può generare un processo virtuoso di cambiamento».

