Alla ripresa dei lavori, la pregiudiziale di Laurora è stata votata e respinta, quindi il consiglio comunale è regolarmente partito, non prima di avere escluso dalla discussione la Casa di riposo Vittorio Emanuele II, che non è una partecipata del Comune.
I rappresentanti legali si sono resi disponibili a fare delle relazioni in aula, il sindaco ha chiarito che «ci limiteremo ad ascoltare. Da questo consiglio comunale trarremo indicazioni utili per il piano di razionalizzazione delle aziende da portare in giunta».
Aldo Procacci, capogruppo di Trani a capo, ha letto la relazione introduttiva, soffermandosi sui problemi, soprattutto, di Amet e Amiu.
Nicola Pappolla, presidente di Amet, ha riferito di «una situazione al 30 giugno 2015 migliorata dal punto di vista economico e del contenzioso. Stiamo limitando ed ottimizzando le spese, riducendo le consulenze, eliminando le spese di rappresentanza. Sulla sezione elettricità c’è un calo della vendita dell’energia, ma alla fine dell’anno dovremmo tornare sui livelli del 2014. Grossi sforzi si sono concentrati sui lavori di spostamento dei sottoservizi sulla Trani-Andria e per i continui furti di rame che, da soli, ci costano una perdita di 70mila euro. Abbiamo, in ogni caso, una stima di un utile di 200mila euro, anche post imposte».
Sui trasporti urbani, «abbiamo perso 89mila annui per il servizio ai disabili verso i centri di riabilitazione, passati ad altro soggetto con un danno diretto per il Comune, che paga di più, e per l’Amet, che incassa di meno. Nel primo semestre si è avuto un calo delle vendite, ma, a breve, installeremo biglietterie automatiche e controlli sui viaggiatori».
Per la darsena, «si registra un ribasso del 10 per cento rispetto al 2014, ma questo dipende dall’aumento delle tariffe degli ormeggi, che hanno allontanato molti dal porto di Trani. E, con questi introiti, non ce la facciamo a pagare i dipendenti. Inoltre, l’assunzione a tempo indeterminato di alcuni stagionali ha determinato il ricorso di altri: due sono stati integrati e, quindi, registriamo 120mila euro di perdita sul solo settore darsena. Per gli altri quattro, vi è stata un’inversione di tendenza: i giudici hanno invitato l’azienda a formulare un’ipotesi transattiva.
Quanto ai parcheggi, «abbiamo una perdita di 5mila euro. Infatti, in mancanza di un atto d’indirizzo da parte del socio, abbiamo la perdita dell’aggio ai rivenditori, poco stimolati. La gara per i parcometri si deve fare, superando le perplessità del Comune».


