Di seguito l’intervento in aula di Luigi Simone, liquidatore di Aigs, nel corso del consiglio comunale sulle partecipate del Comune di Trani.
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L’azienda è stata posta in liquidazione nel 2006, dopo il primo governo Tarantini. Il primo liquidatore nominato (Roberto Claudio Mazzocca, ndr) ha correttamente condotto le procedure, ma le disponibilità finanziarie si sarebbero presto esaurite e, da lì a poco, si dimise.
Mi fu affidata la prosecuzione del mandato di liquidatore, nel 2009 e, a distanza di neanche un mese, si verificò il primo evento traumatico. Infatti la Guardia di finanza si presentò e mi chiese i libri contabili a causa della presentazione di un’istanza di fallimento. Il Tribunale rigettò l’istanza di fallimento, ed anche la Corte d’appello rigettò il ricorso con la motivazione del non luogo a procedere.
Nel frattempo le disponibilità terminarono, ma l’azienda aveva dei crediti: 50mila euro dal Comune ed una somma non meglio precisata dall’Amet. Con il Comune ci siamo chiariti, con l’Amet ancora no. Tuttavia, in un caso e nell’altro, i debiti che loro hanno con Aigs non sono stati onorati.
Inoltre, nel 2010, l’Agenzia delle entrate ci notifica un avviso di accertamento relativo all’anno d’imposta 2005, pari a 700mila euro. L’anno successivo, nuovo avviso di accertamento da 500mila euro per il 2006. Ci siamo difesi: il nostro ricorso viene respinto per il 2005, accolto per il 2006. In secondo grado, con sentenza del 2015, la Commissione tributaria ci dà ragione per tutti e due gli anni. Di conseguenza, la minaccia di una perdita da 1.200mila euro è stata sventata.
Nel frattempo, però, l’Agenzia delle entrate inviava cartelle, che io portavo in bilancio. Quindi, se i bilanci degli anni passati sono stati negativi, il 2015 sarà positivo. Adesso vorremmo capire cosa voglia fare il Comune di Aigs: a mio avviso, si potrebbe riattivare perché, adesso, vantando anche crediti, possiamo riprendere un percorso operativo.

