«Da un anno e mezzo Amet stima, e non legge, i consumi di migliaia di utenti, rinunciando a significative somme per mancata di una puntuale lettura dei loro contatori». Lo afferma il consigliere della Lista Emiliano, Anna Maria Barresi, in una nota che solleva presunti problemi tecnici di fatturazione nella cosiddetta “zona 900”, degli utenti appartenenti al mercato libero, circa 3500.
«La fatturazione è stata effettuata solo fino ad aprile 2014 – fa sapere in una nota il consigliere – e, pertanto, i consumi di tali utenti, quantunque presenti nei contatori, non sono stati rilevati ed il relativo fatturato è stato stimato». Secondo i calcoli del consigliere comunale di maggioranza, i kilowatt non fatturati ammonterebbero a circa 30 milioni, raffrontando tale dato con il definitivo del 2013 e, pertanto, l'azienda non avrebbe incassato circa 2.400.000 euro.
Nel frattempo, sempre secondo Barresi, «Amet è in crisi di liquidità e la sua esposizione bancaria la costringe a pagare 262mila euro di interessi passivi, come si evince dal bilancio 2014. Da questo giochetto perverso - scrive - emerge che la mancata fatturazione e reperibilità di liquidità finanziaria costringe l'azienda a non assolvere puntualmente al pagamento della Cassa conguaglio, e paga circa 100mila euro l'anno di interessi passivi sui ritardati versamenti, oltre a sopportare ulteriori carichi finanziari di circa 53mila euro di interessi passivi sulla scopertura bancaria, e la differenza la paga per interessi sui mutui, per il totale già richiamato di 262mila euro».
Infine, Barresi solleva una riflessione sulla «scarsa capacità dell’azienda di recuperare i crediti, nonostante la presenza di un ufficio legale», e chiede pertanto a Cda, collegio sindacale e dirigenti preposti «a chi siano riconducibili tali lacune, ed eventualmente risalirne ai responsabili per effettuare addebiti disciplinari».

